Viterbo – Lotta al degrado, scattano i “sigilli” al palazzo di via Bellavista.
Viterbo – Chiusi gli ingressi del palazzo di via Bellavista
Da ieri mattina gli operai sono al lavoro per chiudere e mettere in sicurezza lo stabile privato da tempo abbandonato: tavole di legno su porte e finestre per impedirne l’accesso e, tra ieri e oggi, anche le transenne a delimitare l’area fino a che non sarà messa in sicurezza la facciata. Un intervento che arriva dopo l’ultimatum lanciato dall’amministrazione comunale lo scorso agosto al proprietario per il recupero e il ripristino del decoro. In quella occasione il comune era stato chiaro: “Lo stato di abbandono dell’edificio compromette la vivibilità dell’intera zona del centro storico e crea preoccupazioni e disagi ai residenti”.
Viterbo – Chiusi gli ingressi del palazzo di via Bellavista
Una risposta attesa dai cittadini, che da tempo denunciano una situazione ormai insostenibile. “Via Bellavista è nel più completo degrado e abbandono. Uno degli scorci più belli e caratteristici della città ridotti a luogo di bivacco, discarica e latrina a cielo aperto”, si legge in una delle segnalazioni più significative.
Dalle testimonianze emerge un quadro di forte incuria: “Incivili schiamazzano e bivaccano sugli scalini, gettando rifiuti, lattine e rompendo bottiglie”, fino all’uso della strada come bagno pubblico, con “un tanfo nauseabondo” che rende l’area impraticabile.
Viterbo – Chiusi gli ingressi del palazzo di via Bellavista
Via Bellavista, il cui nome “stona tristemente con la realtà”, è indicata come uno dei punti critici del centro storico, tra disordine urbano, scarsa igiene e un diffuso senso di insicurezza. I residenti chiedono ora che alla chiusura dello stabile seguano controlli costanti e interventi di manutenzione, perché il centro storico “non è solo la festa di Santa Rosa, ma anche questa triste realtà quotidiana”.
Viterbo – Chiusi gli ingressi del palazzo di via Bellavista
– La sindaca Frontini: “Metteremo in sicurezza il palazzo di via Bellavista, il proprietario dovrà poi risarcire il comune”
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