Il matrimonio si è concluso regolarmente, ma i festeggiamenti non sono mai iniziati. Subito dopo la cerimonia civile, i carabinieri hanno notificato un ordine di carcerazione a Fares Otay, 23 anni, conducendolo prima in caserma e poi in carcere.
Il provvedimento è legato a una rapina risalente al 2023, avvenuta a Montalto di Castro. In quella circostanza, il giovane, insieme a un altro uomo, avrebbe aggredito una persona accerchiandola, minacciandola e colpendola ripetutamente, fino all’uso di una lama. Dopo averle sottratto il telefono cellulare, la vittima era stata lasciata a terra ferita.
Per quei fatti Otay era stato arrestato dai carabinieri di Civitavecchia e successivamente condannato in primo grado a quattro anni e due mesi di reclusione, oltre a una multa. La pena era stata ridotta in appello, ma il ricorso finale è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione, rendendo la sentenza definitiva.
Nel frattempo il giovane si era stabilito a Grosseto, dove aveva iniziato una relazione con una coetanea, poi sfociata nella decisione di sposarsi. Proprio le verifiche amministrative legate alle pratiche nuziali hanno riportato alla luce la sua posizione giudiziaria.
I militari hanno atteso la conclusione del rito civile e solo allora sono intervenuti. Fares Otay è stato quindi trasferito nella casa circondariale di Grosseto, dove resta in attesa di conoscere l’istituto in cui sconterà la pena.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.












