Viterbo – Philip Smith dello stato di New York, è un fotografo di stazioni spaziali da lunga data, cinesi e internazionali, con le migliori immagini ad alta risoluzione catturate da terra.
Ha deciso di provare l’opzione di test gratuito di un software di IA (intelligenza artificiale), selezionando l’opzione di “rimuovi graffi e colorizza”.
Ma l’IA ha fatto molto di più di una ritoccatina! Per confronto, ecco le foto originali e quelle trasformate dalla IA.
Ma quelle trasformate sono reali? Assolutamente no! Le immagini rielaborate mostrano dettagli impossibili da riprendere con i telescopi e le fotocamere utilizzati.
Infatti l’applicazione IA ha preso, dal web, altre foto di primi piani scattati da vicino e anche di modellini 3D, combinandoli insieme. Purtroppo, questo tipo di fake saranno facili da realizzare, e il 99% delle persone non potrà capire che sono false. Questo è vero anche per altre tipologie di foto, anche scattate a soggetti astronomici come nebulose, ammassi, comete, sole, luna ecc.
Il software di IA può produrre strutture fuorvianti, colori falsati, combinando lo stesso soggetto però ripreso dal telescopio spaziale o da altri telescopi giganti, o altre astrofoto che si trovano in web.
Per parte mia sappiate che io utilizzo solo software proprietari di semplice elaborazione e non utilizzo l’IA, a costo di produrre immagini con imperfezioni, ma reali. Quindi: attenzione all’IA!
Paolo Candy
Direttore Osservatorio Astronomico dei Monti Cimini
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