Viterbo – “Bene l’intervento a sorpresa, ancora meglio l’attuale attenzione da parte dell’autorità politica sull’istituto Nicandro Izzo”. È il commento della segreteria provinciale Sappe di Viterbo dopo le perquisizioni straordinarie effettuate nei giorni scorsi all’interno del carcere viterbese, che hanno portato al rinvenimento di telefoni cellulari, sostanze stupefacenti, tra cui hashish e cocaina, e armi rudimentali, come coltelli e punteruoli.
Viterbo – Carcere Nicandro Izzo – La polizia penitenziaria
Un intervento accolto con favore dalla segreteria provinciale del Sappe di Viterbo, che in una nota sottolinea l’importanza dell’azione messa in campo e il clima nuovo che sembra circondare il carcere viterbese. “Apprendiamo delle operazioni di perquisizione con rinvenimento di molti oggetti non consentiti o illeciti con molta soddisfazione. Ovviamente il plauso va a tutti i colleghi e le colleghe della polizia penitenziaria coinvolti nelle delicate operazioni”.
Nel commento del Sappe emerge anche una lettura più ampia della vicenda, legata alla storia recente dell’istituto. “Per troppi anni l’istituto viterbese è stato abbandonato a se stesso – ricorda la segreteria provinciale -, e portato alla ribalta delle cronache solo ed esclusivamente per vicende penali negative che volevano delineare non un luogo dello stato ma un luogo fuori controllo totale, un ‘bando’”. Una situazione che, secondo il sindacato, era stata più volte segnalata “con una mole notevole di note e richieste”, rimaste a lungo inascoltate.
Viterbo – Il carcere Nicandro Izzo
Ora, però, qualcosa sembra muoversi. “Con i dovuti accorgimenti e le attenzioni di una politica attenta soprattutto alla dignità di un corpo di polizia dello stato è stata imboccata sicuramente la strada giusta”, prosegue il Sappe, che ringrazia l’attuale assetto di governo. Tra gli elementi positivi viene citata anche l’assegnazione di nuove figure di vertice: “Abbiamo notizia dell’assegnazione di un comandante del reparto e di una direttrice con il chiaro e preciso compito di creare le condizioni affinché la buona amministrazione diventi stabile e fondante”.
Resta però aperta la questione strutturale. Secondo il sindacato, l’istituto è destinato a crescere ulteriormente, anche in vista dell’apertura di un nuovo padiglione che ospiterà oltre cento detenuti, portando la popolazione carceraria a sfiorare quota mille. “Per governarlo serve personale – avverte il Sappe -, che chiede una “immissione consistente di personale” e un rafforzamento dei ruoli apicali e intermedi, oggi giudicati gravemente carenti.
Viterbo – Il carcere Nicandro Izzo
Infine, l’appello a ricostruire un clima di confronto: “Auspichiamo che siano ripristinate con immediatezza serene e proficue relazioni sindacali”, perché senza il contributo delle organizzazioni dei lavoratori “non si va da nessuna parte specie nel lungo termine”.
Nel ringraziare il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e l’onorevole Mauro Rotelli, il Sappe conclude ribadendo un principio che fa da cornice all’intera vicenda: “La polizia penitenziaria è lo Stato e come tale merita rispetto e dignità”.
Articoli: “Il blitz della polizia penitenziaria al Mammagialla è un grande risultato per la sicurezza del carcere” – Maxi operazione al carcere di Mammagialla: sequestrati cellulari, sostanze stupefacenti e armi rudimentali
La nota del Sappe
È scattata, nelle ore scorse, una perquisizione straordinaria presso la casa circondariale di Viterbo. L’operazione, che ha coinvolto rinforzi provenienti da diversi istituti penitenziari della Regione, ha riportato risultati significativi. Lo riferisce Maurizio Somma, segretario per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Il personale della polizia penitenziaria ha impiegato diverse ore per portare a termine le operazioni, durante le quali, sono stati rinvenuti diversi oggetti non consentiti, tra cui telefoni cellulari, armi rudimentali e sostanze stupefacenti di vario genere: “un apprezzamento a tutti i Baschi Azzurri coinvolti nella importante operazione di servizio, arrivati da tutto il Lazio” lo esprime Somma.
A seguito dell’operazione, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) si complimenta per l’efficace intervento della polizia penitenziaria, sottolineando l’ottima risposta data oggi nel contrasto all’introduzione di oggetti illeciti all’interno dell’istituto. L’operato dimostra l’elevato livello di professionalità del personale della polizia penitenziaria, impegnato quotidianamente nella tutela della sicurezza all’interno delle carceri. Con tale operazione però, si accendono nuovamente i riflettori sull’importanza di intensificare i controlli e le misure di prevenzione, nel tentativo di arginare il fenomeno dell’introduzione di materiali illeciti e non consentiti nelle strutture penitenziarie.
“È oramai continua l’azione di contrasto per l’introduzione, la detenzione e l’uso di telefoni cellulari e droga in carcere che vede quotidianamente impegnati gli uomini e le donne del corpo di polizia penitenziaria. È un fenomeno sempre più in crescita di quello dei tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti a livello nazionale negli istituti di pena che di materiale atto alle comunicazioni, come i telefonini. L’operazione è la testimonianza della professionalità della polizia penitenziaria, che oltre a partecipare attivamente all’opera di rieducazione e trattamento, svolge con abnegazione e competenza l’attività di polizia”, commenta Donato Capece, segretario generale del primo sindacato della polizia penitenziaria. “Il Sappe esprime piena soddisfazione per tutta l’operazione svoltasi, nonostante il personale in servizio presso il penitenziario di Viterbo è sotto organico, ha intensificato la propria attività di intelligence; quindi, è doveroso un ringraziamento a tutte le unità in servizio c/o le varie unità operative per il sacrificio quotidiano al servizio della nazione”. “Al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria rinnovo la richiesta di interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai reparti di polizia penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica di ultima generazione per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o ogni altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani”, conclude il leader del Sappe.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY