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Giornata della memoria - Viterbo - Angelo di Porto ricorda i nonni vittime nei campi di concentramento

“La memoria è il nostro primo gesto di difesa” 

di Nicole Tarantello
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Viterbo – “La memoria è il nostro primo gesto di difesa”, Angelo Di Porto, nipote di Emanuele Vittorio Anticoli e Letizia Anticoli, è intervenuto ieri mattina per ricordare la famiglia ebrea viterbese. L’evento si è tenuto proprio sotto casa dei nonni Emanuele e Letizia Anticoli, deportati e rimasti vittime nei campi di concentramento ad Auschwitz e Mauthausen nel 1944. 

In via della Verità 19 si è tenuta la cerimonia commemorativa per la Giornata della memoria, organizzata dal comune di Viterbo e dall’istituto comprensivo Luigi Fantappiè. Durante la cerimonia i vigili urbani hanno deposto una corona sotto la casa delle vittime.

Giornata della memoria - Angelo Di Porto

Giornata della memoria – Angelo Di Porto


“È un obbligo civile e morale ricordare le vite spezzate tolte alla comunità. Erano concittadini, parte viva di Viterbo. Ricordarli restituisce dignità e umanità. Mio padre aveva 5 anni e fu salvato dal gesto generoso di Rita, una donna che non si è girata dall’altra parte e ha permesso a mio padre Silvano di vivere una vita intera”, afferma Di Porto. “Vigilare sul passato è importante perché potrebbe ripetersi. La memoria è il nostro primo gesto di difesa. Il loro sacrificio continuerà a parlarci finché esisterà questa giornata”, continua Di Porto. 

Giornata della memoria - La sindaca Chiara Frontini

Giornata della memoria – La sindaca Chiara Frontini


I bambini dall’istituto comprensivo Luigi Fantappiè hanno eseguito diverse canzoni in onore dei defunti, seguiti dalle parole della sindaca Chiara Frontini: “È un giorno che ci chiede di fare silenzio e assumerci una responsabilità, guardando in faccia il passato anche quando fa male. Quando l’odio diventa legge e abitudine, conseguenza diretta dell’indifferenza, nascono delle macchine di morte. Questa giornata è rivolta verso il futuro per i giovani. Come dice il film Norimberga, l’unica cosa che l’uomo può fare è guardare quello che ha già fatto. Il male non è un incidente della storia, può tornare se non restiamo vigili. I fatti che oggi siamo qui per ricordare sono stati compiuti da uomini che hanno deciso di trasformare la loro libertà in odio. La Shoah non è nata nei campi di sterminio ma molto prima, dalle parole che hanno ferito e leggi che hanno escluso. Nessuno chiede a voi ragazzi di sentirvi responsabili, ma essere consapevoli di non dare mai per scontati i diritti e usarli come strumento di responsabilità, non di odio”.

Giornata della memoria - Il prefetto Sergio Pomponio

Giornata della memoria – Il prefetto Sergio Pomponio


Il prefetto Sergio Pomponio afferma: “Nella mentalità collettiva non c’è nulla di più incisivo dell’oro, perché lo colleghiamo agli oggetti più cari. In natura non c’è nulla di più emblematico dell’oro per ricordare la perdita di tutte le vittime della Shoah, perché le persone perdute sono la cosa più preziosa. L’evento tragico avvenuto ha avuto molti precedenti, la storia dell’essere umano è piena di episodi di straordinaria crudeltà. Lo sterminio sistematico, il male assoluto, doveva mirare a distruggere un’intera civiltà. È un fenomeno culturale non solo una questione economica. Dietro ogni atto di aggressione c’è la possibilità che si ripeta. Va respinta questa minaccia culturale e per farlo dobbiamo conoscerla. Studiare, mettendo in relazione i piccoli fatti quotidiani con fatti più ampi di sofferenza collettiva, respinge questi attacchi. Ogni giorno è un giorno della memoria, dobbiamo sforzarci di ricordare quello che è stato, combattendo con tutte le nostre forze per far sì che questo non si ripeta”. 

Giornata della memoria - La dirigente scolastica della scuola Fantappiè, Pamela Mezzasalma

Giornata della memoria – La dirigente scolastica della scuola Fantappiè, Pamela Mezzasalma


Interviene subito dopo la dirigente scolastica della scuola Fantappiè, Pamela Mezzasalma: “La memoria è un concetto vivo. Ricordare il passato, comportarsi bene nella quotidianità e prendere le distanze da episodi di razzismo, antisemitismo e dalle discriminazioni è essenziale”.

Giornata della memoria - Il presidente della sezione Anpi Nello Marignoli, Paolo Henrici De Angelis

Giornata della memoria – Il presidente della sezione Anpi Nello Marignoli, Paolo Henrici De Angelis


I bambini della scuola Fantappiè hanno letto testimonianze di sopravvissuti alla Shoah, a seguire è intervenuto il presidente della sezione Anpi “Nello Marignoli”, Paolo Henrici De Angelis: “Dovete apprezzare i discorsi che oggi state ascoltando. Quando io ero piccolo non si parlava di ciò che era avvenuto durante gli anni del fascismo. Nessuno conosceva lo sterminio avvenuto, né le discriminazioni che lo avevano comportato. La memoria va mantenuta viva perché ancora oggi abbiamo gli stessi problemi che c’erano allora. Non dobbiamo dimenticare che il razzismo non era un problema solo tedesco come si pensava. L’Italia non è innocente, qui il razzismo ha avuto un seguito prima che le truppe di Hitler invadessero i confini. Agli ebrei erano stati tolti i diritti più elementari. Ogni discriminazione è sbagliata e va combattuta. Siamo in un momento difficile dove i paesi liberi sono minacciati su più fronti, dipende da noi mantenere e difendere la libertà che è fragile e si perde facilmente. È invece difficile da recuperare e ottenere”.

Nicole Tarantello

Viterbo - Giornata della memoria

Viterbo - Giornata della memoria


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28 gennaio, 2026

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