Viterbo – Continua a perseguitare la ex nonostante gli arresti domiciliari, trasferito in carcere.
“Nella giornata del 26 gennaio, personale della polizia di stato della questura di Viterbo – squadra mobile ha arrestato un cittadino italiano, con pregiudizi di polizia e residente in provincia.
In particolare – riporta una nota della questura -, l’uomo era indagato per il reato di atti persecutori commesso in danno dell’ex compagna, per il quale si trovava ristretto agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico.
Nonostante la misura in atto, lo stesso ha continuato, in diverse occasioni, a contattare la persona offesa, con numerose ed insistenti chiamate ed e-mail, anche sul posto di lavoro, violando il divieto di comunicare con la stessa.
Le reiterate inosservanze sono state immediatamente segnalate dalla squadra mobile alla procura della repubblica; a seguito di richiesta di aggravamento, il Gip presso il Tribunale di Viterbo ha disposto la custodia cautelare in carcere.
L’uomo, al termine degli atti di rito, è stato associato presso la locale casa circondariale Nicandro Izzo”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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