Viterbo – Ammonimenti, allontanamenti e Daspo. Emesse dal questore misure di prevenzione per garantire al sicurezza pubblica.
“Nel corso delle ultime settimane è stata rafforzata l’attività di prevenzione svolta dalla polizia – fanno sapere in una nota dalla questura – con l’obiettivo di garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica nonché di contrastare la commissione di reati. Sono stati adottati numerosi provvedimenti da parte della questura di Viterbo nei confronti di persone riconducibili alle categorie di pericolosità sociale previste dalla normativa vigente.
Al termine di accurate istruttorie, curate da personale della Divisione Polizia Anticrimine, nell’ambito dei poteri attributi al questore nella sua veste di autorità provinciale di pubblica sicurezza, sono stati emanati 4 provvedimenti di ammonimento per violenza domestica nei confronti di altrettanti autori di condotte riconducibili alla violenza di genere e due ammonimenti per bullismo.
Inoltre, 11 misure di divieto di ritorno, sia nel capoluogo che in altri comuni della provincia, per periodi della durata compresa tra uno e quattro anni.
Nello specifico, è stato inibito il rientro nel comune di Viterbo a una donna residente nella provincia di Roma, dedita ai reati predatori, la quale è stata arrestata in flagranza di reato dalle volanti della questura, mentre asportava un’ingente quantità di cosmetici da un noto negozio del capoluogo.
Inoltre, 5 provvedimenti di avviso orale e 2 divieti di accesso a locali pubblici o di pubblico trattenimento (c.d. “Daspo Willy”) ai sensi dell’art. 13-bisD.L. 14/2017.
In particolare la misura anzidetta è stata emessa nei confronti di un trentenne residente nel capoluogo che nei giorni scorsi, per futili motivi, ha colpito con una testata al volto un giovane all’interno di una discoteca del capoluogo.
All’uomo sarà vietato l’accesso ai locali di pubblico trattenimento ed agli esercizi pubblici ubicati sul territorio del comune di Viterbo per la durata di un anno.
Infine, è stato adottato un Daspo della durata di un anno, a carico di un ventenne calciatore l’A.R.L. Barco Murialdina, squadra militante nel campionato provinciale di terza categoria, che in occasione dell’incontro con il Bolsena calcio disputatosi a Viterbo lo scorso 30 novembre, per futili motivi, ha aggredito, al rientro dagli spogliatoi, un avversario, che ha colpito diverse volte al volto con dei pugni, procurandogli lesioni giudicate guaribili in dieci giorni”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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