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Provincia - Lettera aperta di alcuni cittadini dopo le restrizioni e annuncio di raccolta firme - Non manca l'invito al rappresentante del governo, se non riesce a relazionarsi col territorio, "a chiedere d'essere trasferito altrove"

“Il Carnevale civitonico va rispettato, il prefetto venga a sfilare mascherato per conoscere la nostra realtà”

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Civita Castellana – Controlli più stringenti per il Carnevale, alcuni cittadini scrivono al prefetto e parte la raccolta firme. La richiesta è di rivedere alcuni provvedimenti e poi un invito, a partecipare, magari in maschera, altrimenti, qualora non riuscisse a entrare in sintonia con la realtà Civitonica, a spostarsi in altra prefettura.

Una lettera che mette in risalto l’orgoglio di chi tiene a una manifestazione, che per sua natura chiede libertà per esprimersi al meglio.


Civita Castellana - Carnevale - 'O Puccio

Civita Castellana – Carnevale – ‘O Puccio


L’iniziativa che ha già avuto un primo sostegno, da parte di Valerio Biondi, consigliere comunale Movimento 5 stelle.

“Le tristi notizie che in questi giorni circolano circa l’imposizione di nuove e ulteriori misure di sicurezza da parte della prefettura – scrivono nella lettera già diffusa via social e avallate dall’amministrazione comunale, destano forte preoccupazione nella cittadinanza Falisca.

Preoccupa molto che la prefettura abbia ritenuto obbligatorio adottare ulteriori nuove misure, come ad l’uso di vernici ignifughe per decorare carri o la pesatura degli stessi, soltanto da quest’anno, il che fa pensare che negli scorsi anni la stessa prefettura avrebbe consentito di far sfilare migliaia di persone a loro rischio e pericolo”.

A destare preoccupazione, alcune scelte in ordine alla sicurezza: “Così come preoccupano – continuano i firmatari – le paventate blindature di strade e l’imposizione del coprifuoco per i negozi e i pubblici esercizi, insinuando la paura di chissà quali temibili scontri o violenze o violazioni di norme contro l’abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti, che l’apertura dei negozi in qualche modo favorirebbe, il che è un’ennesima offesa per chi ci lavora e ci campa.

Carnevale - Civita Castellana - I carri

Carnevale – Civita Castellana


Tali misure appaiono segnate, poi, da ingratitudine verso le forze dell’ordine cittadine, evidentemente ritenute incapaci di fare prevenzione, poiché sembra passarsi direttamente al piano della militarizzazione, della repressione e della punizione collettiva, provocando danni economici e di immagine alla città”.

Il quadro che ne esce, secondo questi cittadini, è sconfortante: “Rappresentare quella che è forse la più sentita e coinvolgente tradizione popolare come un’occasione di scorribande per vandali, spacciatori, violenti, suscita sentimenti di sdegno in migliaia di persone che vogliono vivere qualche giorno di gioia, spensieratezza e allegria e, a tal fine, per mesi sacrificano il loro tempo libero a pensare bozzetti di vestiti e carri allegorici.

L’intera cittadinanza sente profonda l’offesa per la superficialità con cui viene degradato a problema di ordine pubblico l’evento folcloristico per il quale Civita è conosciuta ed apprezzata dappertutto e che rappresenta il momento di più grande e diffusa partecipazione popolare da parte delle persone di tutte le età.

La laboriosa Civita è la sua tradizione ceramica, Civita è le sue produzioni agroalimentari di eccellenza, Civita è oltre la metà del Pil della provincia di Viterbo, è il duomo dei Cosmati ed è il Forte Sangallo, ma Civita è anche il suo Carnevale che va rispettato.

Chi non capisce ciò, finisce inconsapevolmente per offendere la storia di Civita e la sua cittadinanza e non si dimostra all’altezza del delicato incarico istituzionale affidatogli, che non è di seminare paura ed insicurezza evocando polizia, chiusure, blocchi, divieti, ma di cercare e trovare forme di collaborazione con quanti fanno vivere il Carnevale e la città stessa nei giorni delle sfilate, senza volerlo addomesticare a forza”.

Dopo la lunga premessa, arrivano le richieste:  “Per quanto sopra, invitiamo sommessamente, rispettosamente e cortesemente la signoria vostra innanzitutto, a mascherarsi e sfilare a Civita Castellana per conoscere il Carnevale Civitonico e, comunque, qualora proprio non si senta capace di relazionarsi con la cultura e la tradizione del Carnevale Civitonico e di entrare in sintonia con la sua cittadinanza, a chiedere il trasferimento in altra prefettura”.

Una lettera che Valerio Biondi sottoscrive: “Ci uniamo convintamente alla raccolta firme lanciata in queste ore per tutelare la dignità della nostra storica tradizione ma anche della nostra comunità.

Non possiamo accettare di essere trattati indistintamente e preventivamente come dei delinquenti; non possiamo accettare l’idea che non ci sia la possibilità di gestire la più importante e tradizionale festività cittadina con modalità degne di un Paese civile.

Chiediamo a tutti di unirsi alla firma del documento inserendo nei commenti il proprio nome, cognome e comune di residenza.  Organizzeremo a breve punti fisici di raccolta delle adesioni.

Vogliamo ringraziare in primo luogo Francesco Romito e gli altri promotori per la chiarezza della posizione da assumere”.


 


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3 febbraio, 2026

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