Bolsena - Il sindaco Andrea Di Sorte alla presentazione del libro di Stefano Bellito: "Il nostro territorio non più colonizzabile"
Bolsena – “C’è una parola che oggi dobbiamo avere il coraggio di pronunciare accanto al concetto di ambiente, ed è equilibrio”. Ha aperto con queste parole il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte la presentazione del libro di Stefano Bellitto ‘Economia e Ambiente’, avvenuta sabato scorso proprio a Bolsena: “La transizione energetica non può trasformarsi in una nuova forma di colonizzazione territoriale, dove alcuni luoghi sono chiamati a sopportare tutto e altri quasi nulla”.

Bolsena – La presentazione del libro “Economia e Ambiente” di Stefano Bellito – Il sindaco Andrea Di Sorte
“La Tuscia ha già dato, molto di più di quanto fosse giusto chiedere – ha proseguito il sindaco, parlando dei progetti di impianti rinnovabili presenti a nord del Lazio -. Qui si concentra una quantità enorme di impianti da fonti rinnovabili. Un territorio che, in rapporto alla popolazione e all’estensione, contribuisce ben oltre la media regionale e nazionale al fabbisogno energetico. Eppure si continua a considerarlo come uno spazio disponibile, o peggio ancora sacrificabile”.
“Invece il nostro è un paesaggio con una identità definita, che poggia su un economia agricola, culturale e turistica – ha spiegato il sindaco ai tanti presenti –. Ma trovo profondo imbarazzo se poi penso al progetto della centrale geotermica di Castel Giorgio, a ridosso di un sistema idrogeologico delicatissimo. Oppure al caso blasfemo del progetto eolico Phobos di Orvieto, con pale alte oltre 150 metri: più alte del duomo di Orvieto. O ancora il progetto eolico che andrebbe a deturpare i calanchi di Civita di Bagnoregio, uno dei paesaggi geomorfologici più fragili e iconici d’Italia”.
“Se qualcuno pensa che questo territorio, che abbraccia anche il sud della Regione Umbria, sia in vendita, o peggio ancora in svendita, si sbaglia di grosso – prosegue Di Sorte -. La transizione energetica o è condivisa, equilibrata e rispettosa dei territori, oppure non è sostenibile”.
La conclusione dell’intervento è un appello ed una promessa futura: “Nei prossimi mesi saremo chiamati non solo come sindaci, ma come comunità intera, a dare segnali forti di dissenso verso qualcosa che non può cadere addosso sempre e solo a noi. Servirà il contributo di tutti, perché non abbiamo intenzione di essere ulteriormente sfruttati, vessati e privati del nostro punto di forza: la bellezza paesaggistica. Se i progetti andranno avanti e le autorizzazioni arriveranno, non esiteremo a mettere in campo qualsiasi forma di protesta coinvolgendo comitati e cittadini per tutelare il paesaggio, senza nessuna paura”.
Comune di Bolsena
5 febbraio, 2026