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Cronaca - Angelo Tripodi ( vicepresidente commissione Sanità della regione) all'incontro organizzato dal comitato per la salvaguardia della struttura sanitaria

“A Ronciglione da marzo attivazione di casa e ospedale di comunità”

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Ronciglione - La visita all'ospedale

Ronciglione – La visita all’ospedale

Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – L’11 febbraio, presso l’ospedale Sant’Anna di Ronciglione, si è svolto un incontro tecnico promosso dal Comitato Amici del Sant’Anna con i rappresentanti politici della sanità della regione Lazio e della Asl di Viterbo, con l’idea di conoscere le iniziative che gli enti preposti alla salute pubblica sul territorio vogliono attuare per il recupero della funzionalità di questa importante struttura ospedaliera recentemente rinnovata.

All’incontro ha partecipato il vicepresidente della commissione Sanità della regione Lazio, Angelo Tripodi (FI) e per conto della Asl di Viterbo, Assunta De Luca -direttrice sanitaria aziendale e Giovanni Biancalana, direttore distretto B e C, presente Luigi Faiola coordinatore PAT e continuità assistenziale del Sant’Anna.

L’obbiettivo era quello di comprendere il destino di questa struttura importante non solo per Ronciglione, ma per un Territorio che conta circa 70mila abitanti.

Le aspettative non sono andate deluse. La direttrice sanitaria aziendale De Luca ha chiarito punti che il comitato Amici del Sant’Anna considera vitali in risposta alle esigenze sanitarie di un territorio che soffre un vero abbandono ormai da troppo tempo. Secondo le informazioni fornite dalla stessa dottoressa “si stanno predisponendo per fine marzo le condizioni di un doppio livello di struttura: casa di comunità da una parte e ospedale di comunità dall’altra”.

Questo permetterebbe di seguire in modo più efficace i malati generalmente definiti cronici, sia attraverso un’attenzione medica e infermieristica sul territorio, sia operare sul piano di una attenzione di medicina primaria che possa prendere in carico patologie (si suppone anche traumi e urgenze da stabilizzare) di un livello che possa essere “trattato” in una struttura di medie e piccole dimensioni.

Da parte del Vice Presidente della Commissione Sanità Angelo Tripodi (FI) “È stato un pomeriggio ricco di spunti quello trascorso oggi a Ronciglione per discutere della situazione dell’ospedale Sant’Anna.

L’incontro, organizzato dal mio collaboratore Gianni Menichini insieme al presidente del comitato Amici del Sant’Anna Fabio Troncarelli, è nato da una segnalazione pervenutami circa 9 mesi fa proprio dai componenti di questo Comitato.
Riguardava le difficoltà della struttura nell’assicurare assistenza ad un considerevole bacino d’utenza, che includendo i popolosi centri limitrofi arriva ad un totale di almeno 70mila utenti.

Come fondamentale ritengo l’intervento di Assunta De Luca, che ringrazio per la sua presenza, che ha illustrato prospettive e potenzialità del Sant’Anna con l’imminente, si parla di marzo 2026, attivazione della casa di comunità e dell’ospedale di comunità. Ritengo momenti come quelli di oggi di assoluta importanza per una politica a stretto contatto con i territori, concretamente vicina ai bisogni dei cittadini. La politica che sappia ascoltare e non sentire”.

Da questo punto di vista il Comitato Amici del Sant’Anna esprime soddisfazione nel vedere che anche da parte della politica e della dirigenza tecnica, entrambe coinvolte, si siano immaginate ipotesi di lavoro che cerchino in qualche modo di dare risposte alle necessità di una popolazione sempre più in fase di invecchiamento e con difficoltà derivate da una dispersione geografica che aggiunge maggiori problemi laddove certamente i problemi non mancano.

Particolare interesse riveste l’ ipotesi che la “presa in carico” da parte dell’organizzazione sanitaria del singolo malato (ciò che la rende più “personalizzata”) sia realizzata non da un singolo medico ma attraverso AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) cioè equipe cliniche che seguirebbero il paziente in modo continuato. Pensare per esempio ad un malato oncologico che possa essere seguito in maniera continuativa, domiciliare e con copertura totale nel tempo rappresenta senza ombra di dubbio un passo avanti nella direzione corretta.

Certamente peccheremmo di ingenuità se dicessimo che siamo sicuri che le cose andranno proprio in questa direzione. Anni di battaglie ci hanno insegnato che una cosa soni i modelli di assistenza, tutti validi e tutti molto belli, e una cosa totalmente diversa è la loro applicazione e la loro riuscita a favore dei cittadini. Anche perché questo nuovo modello che ci viene proposto ha evidente bisogno di un cambiamento “culturale” nella mentalità di molti operatori del settore oltreché in quella degli utenti della sanità.

E dobbiamo, per l’onestà intellettuale che ci caratterizza, riconoscere che De Luca ha iniziato proprio da questo punto. Crediamo che si siano fatti finalmente piccoli ma significativi passi in avanti che potrebbero rappresentare l’inizio di un percorso per collaborare a trovare le soluzioni giuste alle necessità della popolazione della Bassa Tuscia in materia di salute, e non solo.

È solo l’inizio di un cammino nell’interesse di tutti i cittadini. Noi, come sempre, siamo disponibili e fiduciosi e ringraziamo per questo la direzione generale Asl di Viterbo ed il vicepresidente della commissione Sanità Angelo Tripodi per la loro tangibile vicinanza e costruttiva collaborazione.

Comitato Amici del Sant’Anna


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13 febbraio, 2026

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