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Omicidio a Santa Lucia - David Ernesti è in stato di fermo, ma ancora niente interrogatorio - Le sue condizioni di salute non lo consentirebbero

Piantonato nel reparto di medicina protetta il killer di Giovanni Bernabucci

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Viterbo – È guardato a vista nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo, David Ernesti. Da venerdì sera è in stato di fermo: su di lui pesa l’accusa di aver ucciso con 26 coltellate l’amico e vicino di casa Giovanni Bernabucci. Ma la sua voce, la sua versione dei fatti, non sarebbe stata ancora ascoltata dagli inquirenti. L’uomo, classe 1979, si troverebbe in uno stato di semi incoscienza, completamente disorientato. Impossibile, quindi, al momento, procedere con l’interrogatorio. Piantonato dalle forze dell’ordine, resta ricoverato mentre la procura attende che le sue condizioni consentano di sentirlo.

Viterbo - Omicidio a Santa Lucia - Giovanni Bernabucci

Viterbo – Omicidio a Santa Lucia – Giovanni Bernabucci


E al Santa Rosa si trova anche la salma di Bernabucci, colpito da numerosi fendenti al torace che non gli hanno lasciato scampo. Saranno gli accertamenti medico-legali a chiarire ogni dettaglio sulle cause del decesso. Compreso il numero dei colpi ricevuti e quali di essi si sono rivelati mortali per il 52enne tifoso della Lazio.

Intanto, nel corso degli accertamenti nell’abitazione dell’uomo, la polizia avrebbe rinvenuto una modica quantità di sostanza stupefacente. Un elemento che sarebbe ora al vaglio degli investigatori e che si inserisce nel quadro più ampio delle verifiche disposte dopo il delitto. Un delitto che ancora resta senza risposte: tra tutte quella del movente e delle cause che hanno innescato la lite tra i due. 


Come detto, la tragedia si è consumata venerdì sera, al civico 6 di via Santa Lucia. Secondo quanto emerso già dalle prime ore dopo l’omicidio, la discussione sarebbe degenerata all’interno dell’abitazione di Ernesti, fino all’aggressione mortale. E sarebbe stato proprio lui, dopo aver colpito Bernabucci, a chiamare la polizia dicendo di aver ucciso l’amico.

Gli agenti hanno trovato l’ultrà ferito a morte, disteso sul pavimento nell’abitazione del vicino di casa. Per lui, nonostante un tentativo di rianimazione, non c’è stato nulla da fare. Su un tavolo, il coltello ancora sporco di sangue. L’aggressore, in evidente stato di alterazione, è stato sedato e accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa, dove è piantonato dalla mobile in stato di fermo nel reparto di medicina protetta.

David Ernesti

David Ernesti


Intano prosegue senza sosta l’attività degli agenti della squadra mobile, coordinati dalla procura di Viterbo, che stanno ricostruendo con precisione la dinamica e il movente della lite. Al momento l’ipotesi è quella di un contrasto maturato in un ambito personale, lontano da altri contesti. Sul posto venerdì sera le volanti della polizia, la squadra mobile, la scientifica di Viterbo e Roma, la digos di Roma per raccogliere tutti gli indizi sulla scena del crimine. Presenti il pm Veronica Buonocore e il procuratore della repubblica, Mario Palazzi.



Articoli: Prima la lite, poi la raffica di coltellate mortali al torace di Giovanni Bernabucci – Omicidio al quartiere Santa Lucia, uomo ucciso a coltellate


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 febbraio, 2026

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