Viterbo – “È ora”. Il Comitato di quartiere San Pellegrino riprende lo slogan più volte pronunciato in campagna elettorale dalla sindaca Chiara Frontini e lo trasforma in una denuncia pubblica sulle condizioni del quartiere medievale.
Nel post pubblicato sui social si parla di “indignazione per le condizioni di degrado in cui versa il nostro quartiere” e si ricorda che negli anni sono stati presentati esposti, petizioni, raccolte firme e richieste di incontri con le istituzioni per ottenere una maggiore pulizia, in particolare nei vicoli, “principale caratteristica di un quartiere medievale”.
Secondo il Comitato “poco o nulla è cambiato, anzi la situazione è peggiorata”: i vicoli sarebbero “del tutto ignorati dagli operatori ecologici” e non verrebbe effettuata la spazzatura a mano che era stata assicurata in mancanza di mezzi adeguati della ditta appaltatrice. Nessun intervento di sanificazione, si legge ancora, per eliminare “gli odori insopportabili delle deiezioni canine”, tanto che in estate “occorre turarsi il naso”.
Vengono citate anche alcune vie – via San Gemini, via del Paradosso, via delle Caiole – dove si registrerebbe con frequenza la presenza di feci non rimosse. A questo si aggiungerebbero buste di spazzatura lasciate agli angoli delle strade o sotto i cestini.
Il Comitato riconosce che “la responsabilità va attribuita spesso ad alcuni residenti maleducati”, ma osserva che in diversi casi i rifiuti sarebbero abbandonati anche da ospiti o proprietari di strutture di accoglienza sorte nel quartiere. Da qui la richiesta di individuare e punire i comportamenti incivili.
Tra le proposte avanzate: una campagna di informazione e sensibilizzazione promessa in campagna elettorale, l’istituzione del “vigile di quartiere” o un rafforzamento dei controlli con sanzioni ai trasgressori, l’obbligo per proprietari assenti di bonificare spazi privati degradati – viene citata una finestra rotta in piazza Scacciaricci che mostrerebbe da anni un bagno abbandonato – e la possibilità di installare cassonetti intelligenti in un’area non troppo visibile per consentire il conferimento dei rifiuti a chi non riesce a rispettare gli orari della raccolta.
“Viene naturale rispettare un luogo pulito, ma vale il contrario se un luogo è sporco”, conclude il Comitato, richiamando la candidatura di Viterbo a capitale della cultura: “È il minimo che si possa fare per una città che si vuole candidare a capitale della cultura. È il minimo che si possa fare per una città che si ama”.
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