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Politica - Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d'Italia-Ecr: "Senza infrastrutture adeguate non c'è accesso ai servizi"

“Presentato il rapporto Collegare l’Europa 2028-2034, uno strumento strategico per restare uniti e connessi”

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Antonella Sberna

Antonella Sberna

Bruxelles – Oggi è stato presentato in Commissione sviluppo regionale il rapporto di Antonella Sberna vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr, sul meccanismo per collegare l’Europa per il periodo 2028-2034 (il Connecting Europe Facility), di cui è relatrice per l’Eurocamera.

Un passaggio in prima battuta ma che potrebbe in futuro riguardare anche la Orte-Civitavecchia, poiché il testo presentato da Sberna interviene proprio sulle infrastrutture chiave dei trasporti e sui collegamenti in Europa, compresi i corridoi TEN-T di cui fa parte l’infrastruttura laziale.

“Esistono progetti sul territorio nazionale fondamentali per garantire la continuità dei corridoi europei, eliminando i colli di bottiglia e migliorando l’accesso ai porti e agli hub multimodali. I nodi urbani, pur non essendo un obiettivo specifico del programma, sono essenziali per il funzionamento dell’intera rete. È proprio nei nodi urbani, nei porti e nelle connessioni di primo e ultimo miglio che spesso si creano congestioni e inefficienze capaci di compromettere l’intero corridoio”, ha dichiarato Sberna.

Inoltre, ha inserito un riferimento esplicito alle regioni meridionali e periferiche: “Il Mediterraneo, insieme alle regioni orientali, rappresenta oggi una frontiera strategica. Rafforzarne la connettività significa rafforzare l’intero mercato interno, migliorare la resilienza energetica, consolidare le reti logistiche e la proiezione esterna dell’Unione”.

Il CEF è uno strumento strategico che incide direttamente sulla capacità dell’Europa di restare unita, connessa e competitiva in un contesto geopolitico profondamente cambiato. “Deve continuare a sostenere regioni rurali, insulari, periferiche, di confine e territori che affrontano sfide demografiche. Ho voluto proporre nel testo il collegamento tra connettività e diritto a restare: senza infrastrutture adeguate non c’è accesso ai servizi, non c’è sviluppo economico e non c’è possibilità per cittadini e imprese di costruire il proprio futuro nei territori di origine”, conclude Sberna.


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26 febbraio, 2026

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