Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È stato inaugurato mercoledì 25 febbraio 2026, il corso “Cacciatore Formato”, promosso dalla Asl di Viterbo – Servizio Veterinario Igiene Alimenti di Origine Animale – e rivolto ai cacciatori del territorio provinciale.
Inaugurato il corso “Cacciatore Formato” promosso dalla Asl Viterbo
Ad aprire le tre giornate di formazione è stato il dottor Salvatore serra, direttore del servizio, che ha spiegato il senso dell’iniziativa: fornire strumenti concreti e immediatamente applicabili per una gestione corretta della selvaggina, con particolare attenzione alla carne di cinghiale.
“È fondamentale – ha sottolineato – che il cacciatore sia adeguatamente informato, affinché la carne venga trattata in maniera corretta e sicura”. I partecipanti apprendono come effettuare una prima valutazione sulla preda abbattuta. L’obiettivo, ha spiegato, è prevenire rischi concreti legati a una gestione non corretta delle carni, anche in occasione di sagre e manifestazioni gastronomiche.
Serra ha inoltre evidenziato il valore della figura del cacciatore nel mantenimento dell’equilibrio faunistico, sottolineando il ruolo attivo del mondo venatorio nella gestione della fauna selvatica.
Il percorso formativo, della durata complessiva di 10 ore distribuite in tre pomeriggi, prevede un esame finale composto da 20 domande. Ai partecipanti vengono consegnate brochure informative e modelli operativi da compilare per la corretta gestione e cessione della selvaggina.
Nel dettaglio, il programma – curato dal direttore e dai medici veterinari dirigenti dell’Area Igiene Alimenti di Origine Animale – affronta le modalità operative corrette del cacciatore ai fini dell’igiene e della salubrità delle carni, l’anatomia del cinghiale, i possibili destini delle carni e le procedure di campionamento, con particolare riferimento alla ricerca della Trichinella spiralis.
Vengono illustrati i regolamenti europei 852 e 853/2004, la corretta gestione dei sottoprodotti derivanti dall’attività venatoria, il riconoscimento dell’età dei cinghiali attraverso l’esame dei denti, le principali malattie infettive e parassitarie della specie e le relative lesioni anatomo-patologiche degli organi.
Durante il corso vengono inoltre spiegate le modalità di cessione di piccole quantità di selvaggina dal cacciatore al consumatore finale (ristoranti, agriturismi, macellerie con o senza laboratorio annesso) attraverso il Modello 1, oppure al Centro di Lavorazione per la successiva commercializzazione tramite il Modello 2. Attualmente, nella Asl di Viterbo sono due i centri di lavorazione autorizzati dal Servizio veterinario.
Non mancano i riferimenti normativi, con richiami alla Legge 157/1992 sulla tutela del patrimonio faunistico e chiarimenti sulla proprietà della selvaggina, distinguendo tra caccia ordinaria e interventi di controllo autorizzati.
L’approccio adottato dal servizio veterinario punta alla prevenzione e alla collaborazione: le sanzioni vengono illustrate per informare sul quadro amministrativo e penale, ma la priorità resta la correzione delle non conformità e la costruzione di un rapporto di responsabilità condivisa con il mondo venatorio.
Un’iniziativa che si inserisce in un percorso di attenzione crescente verso la sicurezza alimentare e la gestione equilibrata della fauna selvatica da parte della Asl di Viterbo.
Asl di Viterbo
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