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Viterbo - Teatro dell’Unione sold out per la 25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA

Fabrizio Bosso incanta con il suo omaggio a Pino Daniele

di Patrizia Prosperi
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Viterbo – Fabrizio Bosso incanta con il suo omaggio a Pino Daniele. Teatro dell’Unione sold out per la 25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA.

Una serata particolare, quella di ieri, in cui Fabrizio Bosso lascia il palco e scende in platea. Cammina lungo il corridoio con la tromba, suona spostandosi tra la gente, entrando a sorpresa dall’uscita della sala. Le note dolci e appassionate riempiono il teatro dell’Unione mentre Julian Oliver Mazzariello gli risponde dal pianoforte. Il pubblico batte le mani, canta “Se mi vuoi”. Questa è improvvisazione. Questo è jazz. Questo è il potere della musica.

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA - Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA – Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello


Non c’era modo migliore per aprire il festival.

28 febbraio 2026. Tre anniversari in un giorno: la giornata mondiale delle malattie rare, l’anniversario della morte di Luca Pulino, ex compagno di scuola di Italo Leali, portato via dalla SLA, e esattamente un anno dall’inizio della campagna Tuscia in Jazz for SLA.

Un anno. I numeri parlano da soli: sessantamila euro raccolti per il centro clinico NeMO di Roma, tremila spettatori. Ma soprattutto, come dice Italo, “un’intera provincia sensibilizzata”.

Il teatro dell’Unione è sold out. E la prima fila non è riservata alle autorità. Sono tutte sedute in mezzo al pubblico. Una scelta precisa.

“Come potete notare, stasera la prima fila non è riservata alle autorità, perché si trovano sedute in mezzo a voi”, dice Italo Leali con la sua voce sintetizzata. “Ringrazio la sindaca Chiara Frontini per aver abbracciato subito la mia idea di un festival egualitario e inclusivo”.

Peccato che la sindaca Frontini, pur avendo abbracciato l’idea, non sia presente in sala. Ma la prima fila per tutti resta, e funziona.

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA - Italo Leali

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA – Italo Leali


Spiega Italo: “Questa scelta nasce da due motivazioni profonde. La prima risale a esattamente un anno fa, quando duecentocinquanta persone non riuscirono ad assistere al concerto e fummo accusati di essere un festival elitario. Questa è la nostra risposta. Il secondo motivo è che la malattia contro cui combatte questo festival non fa distinzioni. La SLA colpisce tutti, persone famose e gente comune, ricchi e poveri. È come una livella perché, in assenza di una cura, non importa ciò che possiedi: ne esci sconfitto”.

E poi i numeri che non tornano, quelli che Italo ripete ogni volta: “Se l’osservatorio delle malattie rare parla di un’incidenza di uno o due casi ogni centomila abitanti, come si spiega la presenza mia e di Pulino in una scuola di soli seicento studenti? Come si spiegano gli otto casi in dieci anni a Ronciglione e i cinquanta casi attivi in provincia di Viterbo?”

Presenti alla serata il prefetto Sergio Pomponio, il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, la rettrice dell’Università della Tuscia Tiziana Laureti, il vicesindaco Alfonso Antoniozzi.

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA - Carlo Galeotti

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA – Carlo Galeotti


Carlo Galeotti, invitato a farlo, prende la parola: “Ci sono dei personaggi fuori scala e Italo è un personaggio fuori scala. È fuori scala perché ci pone di fronte, con il suo impegno, con la sua capacità di resistere, alla vita autentica. Io sono appassionato di Kierkegaard e Spinoza e credo che non c’è un essere umano che ci dimostra di più la potenza del pensiero di questi due grandi filosofi e che ci mette in contatto con l’esistenza autentica. Per me lavorare con Italo è esistenza autentica”.

E annuncia: “Stiamo lavorando, e ci sta lavorando soprattutto il prefetto, alla medaglia d’oro al valore civile per Italo Leali. Il prefetto ha chiesto la documentazione e ha presentato la richiesta al presidente Sergio Mattarella. Hanno aderito all’iniziativa, voluta dall’imprenditrice Anita Mattei, anche altri rappresentanti istituzionali tra cui la rettrice Tiziana Laureti ed Egisto Bianconi, direttore generale della Asl. Molti poi i comuni della provincia che hanno deliberato per il conferimento della medaglia d’oro al valor civile a Italo”.

Il vicesindaco Antoniozzi dal palco conferma: “Abbiamo fatto una delibera di giunta per chiedere il riconoscimento al valore civile. Arrivi o non arrivi la medaglia – afferma rivolto a Italo -, quello che stai facendo è assolutamente impensabile. Io ho un’ammirazione… mi vergogno anche un po’, perché certe volte non vorrei alzarmi dal letto e… tu sei anche lì per farci vergognare un po’”.

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA - Il teatro Unione sold out

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA – Il teatro Unione sold out


Poi il concerto. 25esima edizione. Progetto “Il cielo è pieno di stelle”, omaggio a Pino Daniele.

E così si susseguono i brani più famosi di Pino Daniele, riproposti dai due artisti, “Io so’ pazzo”, “Quanno chiove”, “Terra mia”, un intreccio perfetto tra i virtuosismi del pianista e la tromba arpeggiata di Bosso. Veri capolavori. E davvero sembra tocchino le stelle con la loro musica.

Poi “Napule è”, dove il tocco è delicato, quasi in punta di piedi arriva al cuore. E “Quando”, quasi parlata, sussurrata.

Italo prima di iniziare ha confidato: “Non vedevo l’ora di ricominciare”. E mentre si ascoltano questi brani si comprende la sua passione per questa musica, quella passione che lo ha accompagnato per tutta la vita e che oggi è occasione di lotta. Si capisce perché la musica è così vitale.

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA - Fabrizio Bosso

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA – Fabrizio Bosso


Fabrizio Bosso, afferma con modestia: “Il nostro è un piccolo contributo perché quando si va a toccare la musica di Pino Daniele bisogna fare molta attenzione. Lui ha collaborato con tanti jazzisti. Grazie a Italo per aver voluto noi per questa importante causa e per questo bellissimo festival”.

Italo risponde dal pubblico. Qualcuno grida: “Ciao Italo!”.

Poi un brano con musiche di Chick Corea e testi di Pino Daniele, “Sicily”. La voce di Pino Daniele avrebbe cantato: “Un posto ci sarà / per questa solitudine / perché mi sento così inutile / davanti alla realtà”. Estremamente attuale in questo mondo dove la follia della realtà ci fa sentire tutti inutili.

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA - Fabrizio Bosso

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA – Fabrizio Bosso


E poi “A me piace ’o blues” e tanti altri brani interpretati con la grande bravura di due grandi artisti del jazz: Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello.

Fabrizio Bosso, che appena due giorni fa era all’Ariston di Sanremo, ripete durante il concerto di essere onorato di poter partecipare a questi eventi per la ricerca con “il grande Italo” e ringrazia tutti coloro che lo affiancano nell’organizzazione e partecipazione.

E poi il finale: Fabrizio Bosso appare dalla porta d’ingresso dell’auditorium con la sua tromba, suonando nel corridoio della platea note dolci, struggenti. Il pianista risponde dal palco. Il pubblico canta, batte le mani.

Questo è jazz. Questo è il potere della musica che fa vibrare, che unisce, anche per vincere la lotta alla SLA.

Non c’era modo migliore per aprire questo festival.

Patrizia Prosperi


25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA - Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA -  Julian Oliver Mazzariello

25esima edizione del Tuscia in Jazz for SLA – Julian Oliver Mazzariello


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1 marzo, 2026

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