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Viterbo - Interviene Andrea Micci (Lega) che annuncia una interrogazione urgente al primo consiglio comunale

“Ufficio turistico, la sindaca Chiara Frontini non può nascondersi dietro il silenzio…”

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Andrea Micci

Andrea Micci

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ora che Chiara Frontini non è più consigliere di opposizione, ma sindaco di Viterbo, non fa più manifesti giganti, gazebo e sit-in. Tace.

O meglio, comunica solo le cose che le fanno comodo, e a modo suo, che è quello di far capire che tutto va a gonfie vele, pure laddove, invece, è un disastro. Bel cambiamento per chi era pronta a stigmatizzare puntualmente i “presunti” errori degli altri. Per avere la misura della chiarezza del suo parlare, pensiamo un attimo alla proroga per tutto il 2026 del ticket gratuito per un’ora di parcheggio al Sacrario, decisa e annunciata dalla sindaca senza alcun confronto e, soprattutto, senza dire che la prima sperimentazione era stata un assoluto flop.

Questo dà un’idea della trasparenza con cui Frontini rende noto all’esterno i risultati del suo agire. Noi della Lega, ora, vorremmo tanto vedere un bel manifesto sulla Cassia, dove lei afferma che, quanto riportato da Tusciaweb sull’ufficio turistico, non è vero e illustri, invece, la correttezza con cui viene gestito. E ci stupiamo che ancora non abbia detto alcunché, magari anche in uno dei suoi innumerevoli video diffusi con tanta puntualità sui social, visto che sarebbe nel suo interesse prendere le distanze da una presunta vendita irregolare e senza alcun documento fiscale che sarebbe stata effettuata presso un ufficio del comune, nell’ambito della quale è stata citata anche una consigliera della sua maggioranza.

La sindaca Chiara Frontini non può nascondersi dietro il silenzio. Non può farlo, innanzitutto, per un dovere morale verso quella comunità cittadina che si è impegnata a servire e rappresentare con lealtà, correttezza e trasparenza. Ma se questo per lei non fosse abbastanza importante, come lo è, invece, per noi, non può, comunque, tacere, perché la interrogheremo urgentemente al primo consiglio comunale. Non accetteremo in quella sede altri silenzi sull’operato di questa amministrazione e delle sue articolazioni.  È suo dovere parlare. Non doveva nemmeno farselo chiedere, doveva lei stessa affrettarsi a chiarire, allontanando certi sospetti dal perimetro pubblico e da quello della sua stessa maggioranza, dimostrando che l’attività gestionale non è mai uscita da certi binari.

Non osiamo immaginare cosa avrebbe fatto lei, se si fosse trovata all’opposizione. Ma, evidentemente, il suo impegno civico votato ai massimi valori del rigore, serviva solo per arrivare alla fascia di sindaco. Poi la musica è cambiata.

Andrea Micci
Consigliere comunale 
Lega Viterbo


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4 marzo, 2026

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