Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come medico che esercita presso il Santa Rosa, sento il dovere di fare alcune considerazioni in merito alla classifica di Newsweek sugli ospedali italiani, che relegano il nostro nosocomio al 106esimo posto.
Credo sia necessario fare maggior chiarezza, nel tentativo di valutare la rilevanza scientifica della classifica in termini di qualità clinica effettiva.
Innanzitutto la metodologia adottata.
1. Reputazione tra pari, ossia medici e professionisti sanitari in tutto il mondo rispondono a un sondaggio. Viene chiesto loro di indicare gli ospedali che raccomanderebbero tranne il proprio, con un impatto percentuale sul punteggio finale di circa il 30%. Questo approccio può favorire strutture più conosciute a livello mediatico o accademico, non necessariamente le migliori clinicamente. I medici spesso raccomandano centri con cui hanno familiarità (ad es. grandi università) introducendo bias di visibilità geografica e professionale.
2. Qualità ospedaliera come sicurezza clinica, igiene, outcomes di alcune procedure, numero di pazienti per medico/infermiere. Queste metriche sono tratte da fonti pubbliche disponibili per ciascun paese. Per l’Italia, i dati pubblici disponibili possono essere meno dettagliati e meno omogenei.
3. Esperienza del paziente sulla base di indagini e sondaggi sulla soddisfazione dei pazienti post-ricovero.
4. Proms – Patient-Reported Outcome Measures con questionari compilati dai pazienti per valutare il proprio stato di salute e benessere percepito dopo la cura.
I Proms sono partecipativi e pertanto gli ospedali con maggiore capacità di raccolta dati e analisi statistica tendono ad avere più risposte, spesso con risultati migliori anche se la qualità clinica non è necessariamente superiore rispetto ad altri centri.
Sulla base di quanto sopra, ne deriva che il punteggio finale è una variabile sintetica ponderata, derivante dall’aggregazione di indicatori eterogenei per fonte, metodologia di raccolta dei dati e robustezza statistica.
Sono totalmente esclusi dalla metodologia adottata gli indicatori clinici standardizzati come mortalità a 30 giorni, complicanze post-operatorie, tassi di infezione, che per gli operatori sanitari rappresentano il vero benchmark.
Una quota rilevante del punteggio deriva da survey tra professionisti sanitari. In termini metodologici, tali strumenti misurano notorietà, percezione professionale e visibilità accademica.
L’ospedale di Viterbo opera come presidio di riferimento per un territorio caratterizzato da elevata percentuale di popolazione anziana, un carico significativo di cronicità ed un notevole carico di lavoro nell’area emergenza-urgenza.
Un ospedale con maggior complessità clinica, elevata fragilità media dei pazienti e maggior carico di emergenze può presentare indicatori grezzi meno favorevoli pur mantenendo elevata appropriatezza clinica.
In conclusione il posizionamento dell’ospedale di Viterbo non costituisce prova di peggioramento clinico in assenza di evidenze sugli outcome, ma deve essere interpretato come indicatore reputazionale di bassa evidenza scientifica e non come misura esaustiva o definitiva della qualità delle cure erogate.
Pietro Amodio
Responsabile Dipartimento
Sanità FdI– Provincia di Viterbo
– Migliori ospedali d’Italia, il Santa Rosa non è tra i primi 100
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