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Viterbo - Elisa Bianchini, del sindacato Cobas: "La giunta Frontini ci ha portato fuori mercato"

 “Forno crematorio quasi azzerato per i costi eccessivi, il comune vuole chiudere il cimitero?”

di Nicole Tarantello
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Viterbo – “Forno crematorio azzerato per i costi eccessivi, il comune vuole chiudere il cimitero?”. È la domanda che pone, a nome dei lavoratori, Elisa Bianchini, rappresentante del sindacato Cobas e dipendente comunale al cimitero San Lazzaro di Viterbo. I dipendenti lamentano l’abbandono totale da parte del comune. Infatti, dopo aver chiesto a lungo chiarimenti sulle ultime decisioni prese riguardo la gestione cimiteriale, ancora non hanno avuto risposte. Aggiornamento Istat dopo 25 anni, prezzi improvvisamente fuori mercato, un appalto che taglia gli introiti del forno crematorio, una volta fiore all’occhiello del cimitero e forni crematori aperti nelle zone limitrofe a prezzi accessibili. Queste le questioni poste Elisa Bianchini. Ma il comune non risponde.

Viterbo - Elisa Bianchini del sindacato Cobas

Viterbo – Elisa Bianchini del sindacato Cobas


I dipendenti, che lavorano ora per la ditta privata Silve, che ha eseguito la maggior parte dei lavori all’interno del cimitero, cercano risposte: “Rispetto agli altri anni il numero delle cremazioni è drasticamente diminuito. Con grave danno per il cimitero visto che il forno crematorio era il suo punto forte – affermano i lavoratori -. Hanno aumentato le tariffe, quindi i prezzi sono meno competitivi. Inoltre sono stati aperti altri forni crematori nei cimiteri di Montasola, Perugia e Civitavecchia e in molti si rivolgono a loro. Non siamo più gli unici forni della zona e questo avrebbe causato la perdita di clienti a prescindere, in più il rialzo improvviso dei prezzi ha fatto sì che i nostri forni non venissero più utilizzati. L’aumento è causa del fatto che quest’anno, dopo 25 anni, è stato fatto l’aggiornamento Istat”.

Viterbo - Cimitero San Lazzaro - Fornetti

Viterbo – Cimitero San Lazzaro – Fornetti


L’incertezza sul futuro preoccupa i lavoratori: “Noi vogliamo sapere che fine faremo, il comune ci deve dire qualcosa. Nonostante i solleciti non ci è stato detto nulla. Perché scegliere di fare un appalto estremamente costoso per le ditte, aumentando tariffe dopo vent’anni per renderlo fuori mercato? È trapelato dal comune che solo un’azienda ha partecipato all’appalto, perché non dirci il nome? Se continuano a non risponderci saremo costretti allo sciopero. Se le condizioni in cui l’appalto viene aperto sono svantaggiose per le ditte che devono parteciparvi, che fine facciamo noi? Cerchiamo in tutti i modi di mantenere un alto livello nella struttura cimiteriale. Augurandoci una buona gestione futura che ci dia lavoro e non ci mandi via. O ci tenga a con condizioni non adeguate”.

Viterbo - Cimitero San Lazzaro - Fornetti

Viterbo – Cimitero San Lazzaro – Fornetti


Elisa Bianchini sottolinea: “La giunta guidata da Chiara Frontini ci ha portato fuori mercato. Del nuovo appalto al momento a noi non è stato detto nulla. Ci sono dieci operai qui che non sanno cosa ne sarà di loro di qui a pochi mesi. Silve ha fornito ai lavoratori una proroga fino a giugno, ma il bando è stato chiuso a fine gennaio, come mai non hanno notizie da parte del comune? Ci è stato comunicato che solo una ditta si è proposta ma non vogliono dirci il nome, né per vie ufficiali né confidenziali”.

Viterbo - Cimitero San Lazzaro - Il tempio crematorio

Viterbo – Cimitero San Lazzaro – Il tempio crematorio


Molte le cose che i lavoratori si chiedono: “Per i dipendenti – continua Elisa Bianchini del sindacato Cobas – è fondamentale conoscere il nome della ditta che sostituirà Silve, vincendo l’appalto. Potrà assumerli come dipendenti? O metterà a servizio nel cimitero il personale che ha già? A quanto ammonterà la retribuzione? Abbiamo sollecitato il comune per aiutarci, darci qualche informazione ma niente. Li abbiamo inoltre avvertiti che alzare le tariffe ci avrebbe resi fuori mercato, ma la dirigenza del settore ha comunque intrapreso questa strada.

Gli attuali dipendenti del cimitero sono senza informazioni, con un appalto in corso e gli eventuali ricorsi. Il tutto con un utilizzo in pratica azzerato del forno crematorio, fiore all’occhiello del cimitero e grande fonte di introiti. Un calo di lavoro dovuto ai costi. Per una salma non residente oggi il costo è di 622,27 euro, con un più 22% rispetto allo scorso anno. A questo va aggiunto il costo delle tasse comunali. Per un totale di circa 800. La mia domanda a questo punto è: c’è un’inesatta valutazione o un intento di chiudere il cimitero? Un appalto con un forno che non crema è un appalto al ribasso. Siamo preoccupati per la ditta che verrà, per come riuscirà a mantenere i dipendenti in queste circostanze”.

Nicole Tarantello


 – L’ex sindaco, Giovanni Arena: “Dopo 20 anni di servizio i dipendenti della Silve rischiano il posto di lavoro”


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9 marzo, 2026

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