Viterbo – “Le donne devono riscoprire la loro forza facendo grandi le piccole cose”. È suor Carmela Salvato, badessa del monastero che custodisce il cuore e il corpo di santa Rosa, ad aprire la passeggiata sulle grandi donne della storia di Viterbo.
La passeggiata sulle grandi donne della storia di Viterbo – Suor Carmela Salvato
Passeggiata organizzata dalla giornalista e narratrice di comunità Cristina Pallotta e dalla guida turistica Irene Temperini.
Un percorso che ha toccato gran parte del centro storico, attraverso il racconto della città dei papi declinato tutto al femminile.
“Le donne – ha detto suor Carmela Salvato, che è alla guida del monastero di Santa Rosa – devono riscoprire la loro forza. Rosa – ha raccontato suor Carmela – era fragile sotto diversi aspetti, non ultimo fisicamente.
Eppure ha trovato con la fede una grande forza. Quella forza che devono trovare e ritrovare le donne. Per poter far grandi le piccole cose, impegnandosi e realizzandosi come madri, nonne, donne, suore, mogli, nel lavoro”.
La passeggiata sulle grandi donne della storia di Viterbo – Il corpo di santa Rosa
La passeggiata, attraverso le letture e i racconti di Cristina Pallotta e Irene Temperini, ha portato i partecipanti, percorrendo strade vicoli e piazze del cuore della città, a conoscere e a riscoprire le donne che hanno fatto grande la storia di Viterbo, e non solo.
Oltre a santa Rosa, sono state ricordate e omaggiate con scritti e racconti Olimpia Maidalchini, la bella Galliana, Vittoria Colonna, Giulia Farnese.
La passeggiata sulle grandi donne della storia di Viterbo – Cristina Pallotta
Per terminare nel monastero di Santa Giacinta Marescotti, con la visita del santuario grazie alle suore clarisse di Farnese.
Qui la giovane suor Camilla Lebboroni ha ricordato la santa originaria di Vignanello, attraverso storie e aneddoti della sua vita.
La passeggiata sulle grandi donne della storia di Viterbo – Il monastero di Santa Giacinta Marescotti – Suor Camilla Lebboroni
Mostrando le stanze dove Giacinta Marescotti ha vissuto ed è morta.
“Siamo 24 suore clarisse, e viviamo la nostra vita che è fondata sulla preghiera, sul lavoro, e sulla comunità – ha raccontato suor Camilla Lebboroni -. La nostra comunità ha triplicato il numero negli ultimi sette – otto anni, grazie a nuove entrate, tra cui la mia cinque anni fa. Questo convento avrebbe chiuso a breve perché erano rimaste due suore anziane. E così è stato deciso che da Farnese ci spostassimo qui. E ne siamo felici”.
La passeggiata sulle grandi donne della storia di Viterbo – Irene Temperini
Una presenza importante, nel cuore della città. Nessuno dei presenti era mai stato nelle antiche stanze del convento. E la sorpresa è stata grande nel ritrovarsi in un luogo così intriso di storia spiritualità e umanità.
Una mattinata di condivisione, tra racconti, storie, aneddoti e curiosità sulle grandi donne della storia di Viterbo.
Che dopo secoli hanno ancora moltissimo da raccontare… e da insegnare.
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