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Referendum sulla separazione della carriere - Raffaele Cantone, ieri pomeriggio all’incontro “Le grandi insidie della riforma” - Il procuratore Palazzi: “Le democrazie si costruiscono lentamente, in decenni di battaglie. E si distruggono in pochissimo”

“Con questa riforma non liberiamo il Csm dalla politica, lo consegniamo alla politica”

di Patrizia Prosperi
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Viterbo – “Le democrazie si costruiscono lentamente, in decenni di battaglie. E si distruggono in pochissimo”. Mario Palazzi, procuratore della repubblica di Viterbo, interviene al teatro San Leonardo raccogliendo l’applauso più lungo della serata. Accanto a lui Raffaele Cantone, procuratore di Perugia, aveva già fissato la posta in gioco con una frase secca: “Con questa riforma non liberiamo il Csm dalla politica. Lo consegniamo alla politica”.

Raffaele Cantone, Roberto Bruno e Mario Palazzi

Raffaele Cantone, Roberto Bruno e Mario Palazzi


Ieri pomeriggio, alle 17,30, al teatro San Leonardo, si è tenuto l’incontro pubblico “Le grandi insidie della riforma”, promosso da Articolo 3 Associazione Culturale insieme a un ampio schieramento di realtà civiche e giovanili della Tuscia — dal centro studi Europei e Internazionali alla Fondazione Gualtiero Sarti, dai Giovani Democratici a Kyanos. Il 22 e 23 marzo si vota sul referendum confermativo sulla riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, istituisce due distinti consigli superiori della magistratura e crea una nuova alta corte disciplinare. Nessun quorum: conterà solo la maggioranza dei voti validi.

Roberto Bruno e Mario Palazzi

Roberto Bruno e Mario Palazzi


A introdurre e moderare l’incontro l’avvocato Roberto Bruno del foro di Viterbo, che non si è limitato al ruolo di moderatore. Con competenza ha presentato gli ospiti, illustrato i contenuti della riforma e portato la voce di chi ogni giorno lavora nelle aule di tribunale — quella dell’avvocatura che non si riconosce nel fronte del sì. È stato Bruno, al termine dell’intervento di Palazzi, a sottolineare come il passaggio sul giudice che rischia di essere intimidito dal potere disciplinare rappresenti il vero vulnus della riforma. Che non è un problema interno alla magistratura, ma una minaccia concreta per i diritti di ogni cittadino che un giorno si trova ad avere bisogno di giustizia.

Raffaele Cantone e Roberto Bruno

Raffaele Cantone e Roberto Bruno


Raffaele Cantone ha costruito la sua carriera nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, conducendo indagini alla direzione distrettuale antimafia di Napoli contro il clan dei Casalesi. Dal 2014 al 2019 ha guidato l’autorità nazionale anticorruzione, per poi essere nominato procuratore di Perugia. Da oltre vent’anni vive sotto scorta. Mario Palazzi ha dedicato la quasi totalità della sua carriera alla pubblica accusa, dal 2011 alla direzione distrettuale antimafia di Roma, dove ha coordinato tra l’altro lo smantellamento del clan Spada di Ostia. Poche settimane fa ha ricevuto il premio Paolo Borsellino per la legalità.

Raffaele Cantone

Raffaele Cantone


Raffaele Cantone ha smontato subito il principale argomento dei fautori del sì — che la riforma garantirebbe la terzietà del giudice attraverso la parità delle parti nel processo. “Questa è una vera e propria bugia clamorosa”. La parità processuale esiste già dalla riforma costituzionale del 1999. Quanto alla giustizia concreta, lo stesso ministro della Giustizia ha dovuto ammettere che la riforma non abbrevierà di un giorno i procedimenti”. Con ironia ha liquidato uno degli argomenti più circolati: “Si dice che i pubblici ministeri si danno il tu con i giudici. Io mi do il tu con tantissimi avvocati e non per questo credo venga meno la terzietà”.

Mario Palazzi

Mario Palazzi


Palazzi ha usato una metafora efficace: la separazione delle carriere è un contorno, un “side dish”. “Il piatto principale è intaccare l’indipendenza con un’ingerenza sempre più forte della politica sulla magistratura”. Ha colpito la sua definizione del metodo: “Per la prima volta nella storia della repubblica, dalle stanze del governo è uscito un testo con un diktat insuperabile: non deve essere spostata nemmeno una virgola”. Ben diverso dallo spirito dei padri costituenti, che la mattina litigavano in aula e il pomeriggio si sedevano insieme per cercare regole condivise.

Il passaggio più concreto della serata quello dei due bussolotti per formare il Csm. Il primo con migliaia di magistrati estratti a caso. Il secondo “truccato”: una pattuglia compatta scelta dalla politica, numero non definito, criteri rinviati a una legge ordinaria a maggioranza semplice. “Ci chiedono una cambiale in bianco”, ha detto Palazzi.

Mario Palazzi

Mario Palazzi


Mario Palazzi ha ricordato che l’Unione delle Camere Penali — oggi tra i sostenitori del sì — nel 2018 definiva il sorteggio “umiliante e contrario ai principi di ogni democrazia occidentale”. Cantone ha aggiunto la contraddizione logica: se il sorteggio ha purificato il Csm dalle correnti, perché togliergli il potere disciplinare?.
“Il consiglio superiore adesso sarà depurato, sarà pulito, secondo quello che ci dice la riforma. Perché istituire un altro organo?”, ha sostenuto Cantone.

Raffaele Cantone

Raffaele Cantone


Cantone ha riservato l’ironia più pungente all’alta corte disciplinare: “Ci hanno riempito le scatole sul tema dell’imparzialità. Eppure contro le sentenze dell’alta corte decide un altro collegio della stessa alta corte.Loro sarebbero imparziali. I pm, per aver fatto lo stesso concorso con i giudici, no. Il presidente della repubblica nomina i suoi componenti come vuole, senza alcun criterio. Ma il presidente della repubblica non è sempre Mattarella”.

Il passaggio che Bruno ha indicato come il vero vulnus: un magistrato che rischia lo stipendio o il posto ci penserà due volte prima di decidere contro chi ha avvocati potenti e accesso ai media. “Le vere vittime non sono i magistrati. Sono i cittadini”, ha detto Palazzi.

Palazzi ha evocato conquiste concrete nate dalla sinergia tra avvocatura battagliera e magistratura coraggiosa — il danno biologico, i diritti dei lavoratori. “Se un domani distinguere la propria posizione rispetto a un indirizzo giurisprudenziale consolidato diventa motivo di procedimento disciplinare, capite cosa succede”, ha sottolineato.

Il passaggio politicamente più esplosivo: il ministro Nordio ha detto all’opposizione che la riforma “potrà essere utile anche per voi quando andrete al governo”.

Raffaele Cantone è stato netto: “Quella non è stata una voce sfuggita per caso. È stata l’interpretazione autentica dell’obiettivo vero della riforma: indebolire l’autonomia della magistratura”.  

Mario Palazzi ha completato citando slogan circolati nei dibattiti — “mai più Carlasco, mai più la casa nel bosco” — come manifesto involontario del vero obiettivo. Decisioni “in contrasto con lo spirito del tempo”, come ha detto qualcuno. Un’espressione che gli ha fatto “tremare i polsi”, richiamando il concetto nazionalsocialista di Volksgeist. Il riferimento a quanto sta accadendo negli Stati Uniti — i prosecutors rimossi, l’attacco alla corte suprema — ha raccolto il silenzio attento della serata.

Palazzi ha chiuso con un’osservazione scomoda. “Dopo la vicenda dell’hotel Champagne. La magistratura ha preso alcune decisioni anche forti, la magistratura ha allontanato i magistrati, la magistratura ha promosso azione penale e condannato alcuni magistrati. La politica no. La politica, i rappresentanti coinvolti in quelle notti, quelli non sono stati toccati, anzi sono stati salvati non dando l’autorizzazione a procedere sull’utilizzabilità di alcune prove. Questo ha fatto la politica: ha protetto sé stessa. I magistrati hanno cercato, con coerenza, con coraggio, con decisione, di espellere chi non aveva la qualità morale e deontologica di continuare a far parte della magistratura. Questo è veramente un mondo alla rovescia”.

La serata si è conclusa con una serie di domande dei cittadini presenti, a cui Raffaele Cantone e Mario Palazzi hanno risposto con la stessa precisione degli interventi. Tredici giorni al voto.

Patrizia Prosperi


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10 marzo, 2026

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