Viterbo – (sil.co.) – Nonostante fosse stato ammesso all’affidamento in prova ai servizi sociali, è stato bocciato dalla cassazione il ricorso contro l’espulsione dall’Italia di un 32enne albanese detenuto nel carcere di Mammagialla dove stava scontando una condanna a otto anni di reclusione.
La polizia in aeroporto
La difesa aveva presentato ricorso contro l’ordinanza con cui, il 19 settembre 2025, il tribunale di sorveglianza di Roma ha dichiarato inammissibile l’opposizione proposta dal 32enne ristretto nella casa circondariale Nicandro Izzo di Viterbo.
Il magistrato di sorveglianza di Viterbo, il 14 novembre 2024, aveva disposto l’espulsione del detenuto quale sanzione sostitutiva della pena detentiva in corso di espiazione, inflitta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con la sentenza del 20 giugno 2018, pena avente termine il 24 aprile 2026.
Nel 2018 era stato arrestato dalla polizia, in provincia di Caserta, assieme a tre connazionali con l’accusa di diversi furti con scasso in appartamento. All’interno del veicolo su cui viaggiava la banda furono rinvenuti gioielli costosi e di 3 fucili da caccia calibro 12 risultati provento di furto. I malviventi furono trovati in possesso di refurtiva per diecimila euro e il 32enne, al momento del fermo si scagliò contro un agente con un cacciavite.
Il tribunale ha constatato, in via dirimente, che l’opposizione è stata proposta fuori termine. E a nulla è servito rilevare che il 23 maggio 2025 il medesimo tribunale di sorveglianza di Roma aveva ammesso il 32enne alla misura alternativa dell’affidamento in prova al servizio sociale, sollevando la questione della prospettata incompatibilità dell’espulsione dello straniero con la conseguita condizione di affidato in prova.
Sempre nel 2018 il 32enne all’epoca incensurato, è finito indagato assieme ad altri cinque soggetti tra cui un italiano per ricettazione, associazione per delinquere e favoreggiamento della prostituzione di ragazze, provenienti dall’est Europa, accuse da cui sono stati tutti prosciolti dopo sette anni, lo scorso mese di settembre dalla seconda sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY