Bagnoregio – Torna la storica processione del venerdì Santo di Bagnoregio, una delle manifestazioni più antiche del Lazio. Una tradizione che si tramanda di generazione in generazione da circa 400 anni conservando così un’inalterata e autentica espressione di fede popolare. L’appuntamento è fissato per venerdì 3 aprile alle ore 21 e 30 presso il centro storico di Bagnoregio.
La processione è composta da tre parti principali: la parte storica, la parte folkloristica e quella religiosa. Nella prima troviamo il corteo storico vero e proprio, composto da personaggi in costume d’epoca romana fedelmente ricostruiti. Nella parte folkloristica, invece, sfileranno le suggestive iconografie trasportate a spalla con luminarie a fiamma viva. Mentre, nella parte religiosa, il pubblico avrà la possibilità di ammirare – oltre le confraternite – la figura fondamentale e fulcro di tutta la manifestazione: la scultura lignea del Santissimo Crocifisso di Civita Di Bagnoregio.
“Il nostro impegno – spiega il presidente Giordano Fioco – è quello di far rivivere al meglio a tutti gli spettatori l’emozione del Venerdì Santo bagnorese, siamo pronti a lavorare sodo per realizzare al meglio questo evento. Vorrei ringraziare il parroco Don Marco Petrella che ci segue e ci consiglia ogni qualvolta ci troviamo in difficoltà, il sindaco Luca Profili e tutta l’amministrazione comunale sempre al nostro fianco, l’associazione Piero Taruffi, tutte le associazioni Bagnoresi, la CRI, la protezione civile, le confraternite, i tanti figuranti che ogni anno prendono parte al corteo, le tante figure professionali che ruotano attorno all’organizzazione, unitamente alla popolazione di Bagnoregio che ogni anno partecipa con grande trasporto”.
“Ringrazio tutto il comitato che rappresento con orgoglio – prosegue il presidente – un comitato attivo, con voglia di lavorare, giovani che sono pronti ad apprendere le tradizioni, le sfumature che compongono e che fanno parte del folklore, patrimonio di questa manifestazione, portando nuove idee con l’attenzione rivolta a chi in passato ha dato tanto per la processione”.
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