Viterbo – In questi giorni al museo Albornoz è stato presentato il restauro della pala d’altare della prima metà del 1500, conservata nella chiesa di San Francesco alla Rocca, effettuato in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi.
Si tratta di un’opera che oltre ad essere suggestiva per l’impianto iconografico, è di particolare interesse storico per Viterbo. Infatti, nella molteplicità di soggetti rappresentati spicca nella parte inferiore del dipinto la più antica rappresentazione che abbiamo della città, vista a volo di uccello e disegnata con estrema precisione.
Affiancano la città, in atteggiamento di protezione, S. Antonio da Padova e una figura femminile che fino ad oggi era stata identificata dagli storici viterbesi come Santa Rosa, ma che il critico d’arte Luca Della Rocca, che ha studiato a fondo la complessa iconografia del dipinto in occasione del restauro, asserisce trattarsi della Madonna.
Interessante è anche la storia di quest’opera che, anche secondo l’Orioli, si trovava originariamente nella chiesa di Santa Maria in Sanguinara, e che dopo il crollo della chiesa fu trasportata nel Convento dei Frati Cappuccini alla Palanzana dove trovò posto nella sacrestia.
Qui rimase fino a poco dopo il 1870 quando fu portata al Museo civico di Viterbo insieme ad altre opere d’arte espropriate a chiese e conventi dallo Stato italiano dopo la caduta dello stato Pontificio.
Nel 1953, con la riapertura della chiesa di San Francesco alla Rocca dopo la ricostruzione dai disastrosi bombardamenti del 1944, il quadro viene dato dal comune in deposito ai frati minori e collocato nella parete destra della Basilica.
Alla presentazione della pala restaurata nei laboratori dell’Università della Tuscia, erano presenti la direttrice dei Musei nazionali del Lazio Elisabetta Scungio, la direttrice del Museo Albornoz Sara De Angelis e la restauratrice Roberta Nadali. Luca Della Rocca ha offerto una lettura analitica del dipinto che ha permesso ai presenti di apprezzarne i particolari.
L’opera rimarrà esposta al Museo Albornoz fino a luglio dove potrà essere ammirata da vicino, quindi verrà ricollocata nella Basilica di San Francesco in un luogo più idoneo alla conservazione.
Don Mario Brizi
Parroco emerito di Santa Maria Nuova
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