Viterbo – Il giovedì nero della sindaca Chiara Frontini.
In un video via social smentisce il suo piano urbano di mobilità sostenibile, sostenendo che non intende chiudere il centro storico, come invece riportato e come sul finale del messaggio in qualche modo ammette pure la prima cittadina. Seppure più in là nel tempo.
Simone Moncelsi, Giancarlo Martinengo, Chiara Frontini
Poi, sempre via social, stavolta con un post nero su bianco, “sfiducia” il dirigente all’Ambiente Simone Moncelsi.
“Colpevole” d’avere emesso un provvedimento non in linea con la sua amministrazione. Confondendo un dirigente con un suo assessore, ignorando la separazione fra politica e amministrazione, tra chi dà l’indirizzo e chi mette in atto i provvedimenti.
E svilendo il dibattito. Via social. Una sindaca influencer. Non ce ne vogliano gli influencer. Qui c’è ben poco da influenzare.
Il dirigente ha ritenuto d’emettere un provvedimento, si parla di diffida, verso un’associazione che organizza iniziative per pulire la città. Non devono più farlo, così hanno fatto sapere i diretti interessati.
Invece era quel provvedimento che non s’aveva da fare, per Frontini. “Rispetto alla nota di diffida pervenuta ai ragazzi di Viterbo Clean Up – scrive Frontini – da parte di un dirigente dell’amministrazione comunale, ci tengo a condividere la mia posizione. Quel documento non rappresenta quest’amministrazione, che con tutti i suoi limiti ha sempre ritenuto e ritiene che l’attivismo civico sia un dono inestimabile”.
Una sfiducia bella e buona, peccato che un dirigente, diversamente da un assessore non si possa sfiduciare.
Per cosa poi? “Anche in presenza di mancanze da parte dei volontari, non è questo il modo, a mio avviso irricevibile, di approcciarsi a dei cittadini che dedicano il loro tempo a rendere Viterbo migliore, a volte sopperendo là dove il pubblico servizio non arriva”. Le ragioni che hanno portato a prendere il provvedimento, qui poco contano e poco importano. Un dirigente ha ritenuto che ci fossero gli estremi. E la sindaca cosa fa?
Se la prende col dirigente che fino a prova contraria ha fatto niente più e niente meno, che il suo lavoro. Questo si può supporre. E non lo chiama al telefono, o se l’ha fatto non lo ritiene esauriente.
Pubblicamente si auspica che possa tornare sui suoi passi. “Auspico che si ritornerà sulla decisione di sospendere gli interventi sulla città, sarebbe una perdita per tutti noi e, personalmente, mi dispiacerebbe molto”.
E se deve tornare sui suoi passi, allora ritiene che il dirigente abbia sbagliato. E se ha sbagliato, si possono trovare mille sinonimi, ma il termine sfiduciato è il primo della lista. Sfiduciato via social. Un’altra grande innovazione dell’amministrazione Frontini.
Giuseppe Ferlicca
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