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Cronaca - Le indagini della guardia di finanza di Tarquinia nei confronti del titolare di una ditta di costruzioni: "Ulteriori accertamenti per individuare le responsabilità dei tecnici e professionisti"

Lavori fantasma e truffa Superbonus, sequestri per oltre 180mila euro

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Guardia di finanza

Guardia di finanza

Tarquinia – Lavori fantasma e truffa Superbonus, sequestri per oltre 180mila euro. Le indagini della guardia di finanza di Tarquinia nei confronti del titolare di una ditta di costruzioni: “Ulteriori accertamenti per individuare le responsabilità dei tecnici e professionisti”.

“I finanzieri della dipendente compagnia di Tarquinia, coordinati dal comando provinciale di Viterbo, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo, diretto e per equivalente, emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Civitavecchia, nei confronti del titolare di una ditta individuale, nonché amministratore di una società operante nel settore della costruzione di edifici, segnalato alla procura della repubblica di Civitavecchia per l’ipotesi di reato di cui agli artt. 640 bis c.p., 5 e 10 del D.Lgs. 74/00, in relazione a lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico cc.dd. “Superbonus 110%”, mai eseguiti ovvero eseguiti solo in parte” spiegano le fiamme gialle in una nota.

Le indagini, ricostruiscono, “traggono origine da due controlli fiscali condotti dalla guardia di finanza di Tarquinia, che hanno consentito di accertare l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, artatamente create dall’indagato al solo scopo di attestare il falso stato di avanzamento di lavori, idonee a generare, tuttavia, un ammontare complessivo di oltre 180.000 euro di crediti fiscali cedibili, monetizzabili ma completamente inesistenti“.

Nel corso delle indagini, “è stato accertato che i citati crediti sono stati monetizzati dall’indagato mediante la cessione a titolo oneroso a terzi, privati o istituti bancari, e, utilizzati da quest’ultimi, successivamente, in compensazione di propri debiti fiscali”.

Le odierne attività delle fiamme gialle di Tarquinia hanno consentito di procedere al “sequestro di natura “impeditiva”, per circa 50.000 euro, di crediti non ancora utilizzati e, tuttora, presenti nel cassetto fiscale degli anzidetti operatori economici, dei terzi cessionari, al fine di impedire di aggravare le conseguenze del reato di truffa aggravata per il conseguimento delle erogazioni pubbliche, nonché delle disponibilità finanziarie, partecipazioni societarie e altri beni mobili fino alla concorrenza di 180.000 euro, pari all’importo del profitto del reato”.

Sono in corso ulteriori accertamenti “al fine di individuare le responsabilità dei tecnici e professionisti asseveratori delle opere edilizie eseguite . conclude la nota -. Le indagini esperite dai finanzieri di Tarquinia costituiscono un’ulteriore testimonianza della costante azione del corpo tesa a garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dall’Unione europea nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, anche attraverso il contrasto alle frodi in materia di crediti d’imposta”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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13 marzo, 2026

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