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Economia - L’analisi dell’ufficio studi Cgia di Mestre fotografa il fenomeno: 776 vetture ogni mille abitanti, ottavo posto nazionale – In dieci anni le imprese di autoriparazione nella Tuscia scese del 6,6%

Sempre più auto, sempre meno officine: Viterbo tra le province più motorizzate d’Italia

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Meccanico

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Viterbo – Sempre più auto, sempre meno officine: Viterbo tra le province più motorizzate d’Italia.

Otto vetture ogni dieci abitanti. È questo, in sintesi, il livello di motorizzazione registrato nella provincia di Viterbo secondo l’analisi dell’ufficio studi della Cgia di Mestre. Con 776 automobili ogni mille residenti, la Tuscia si colloca all’ottavo posto nella graduatoria nazionale.

Il dato supera nettamente la media italiana, che si ferma a 701 veicoli ogni mille abitanti, già considerata la più alta dell’Unione europea.

Accanto a questa diffusione dell’auto privata emerge però una dinamica opposta nel settore delle riparazioni. Negli ultimi dieci anni il numero delle imprese che si occupano di manutenzione e assistenza ai veicoli è diminuito. Nel territorio viterbese le officine – tra meccanici, carrozzieri, gommisti ed elettrauto – sono passate da 501 nel 2014 a 468 nel 2024, con una riduzione del 6,6%.

La contrazione risulta meno accentuata rispetto alla media nazionale, ma conferma una tendenza diffusa. In Italia il comparto è sceso da 83.705 a 75.284 attività, pari a un calo del 10,1%.

Lo stesso scenario si osserva anche nel Lazio. Le officine nella regione erano 7.478 dieci anni fa e oggi sono 6.512, con una diminuzione del 12,9%. Le perdite più consistenti si registrano a Rieti (-16%) e Frosinone (-15,5%), mentre Roma segna -13,2% e Latina -11,9%.

Nel frattempo il parco automobilistico continua ad ampliarsi. In tutta Italia le vetture circolanti hanno superato i 41,3 milioni, con una crescita di oltre 4,2 milioni negli ultimi dieci anni, pari a un aumento dell’11,5%.

A pesare sul settore, secondo la Cgia, è un insieme di fattori. Da una parte l’aumento delle spese di gestione, tra energia, affitti, assicurazioni e obblighi ambientali. Dall’altra la crescente complessità tecnica delle automobili moderne, sempre più ricche di componenti elettroniche, sensori e sistemi digitali che richiedono attrezzature costose.

C’è infine il problema del ricambio generazionale. Molte officine sono attività artigiane a conduzione familiare e, quando il titolare lascia il lavoro, spesso non c’è chi continui l’attività.


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16 marzo, 2026

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