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Cultura - La presentazione del libro sabato 21 marzo 2026 alle ore 17

La “Novelle” di don Eraclio Stendardi protagoniste a Ischia di Castro tra società e Maremma

di Antonello Ricci
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Novelle

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Ischia di Castro – La raccolta delle “Novelle” di don Eraclio Stendardi verrà presentata a Ischia di Castro nella sala consigliare del comune (via San Rocco 2) sabato 21 marzo 2026 alle ore 17. Oltre al curatore del volume Eraclio Tozzi (pronipote di monsignor Stendardi), interverranno il sindaco Salvatore Serra, i relatori Italo Sarro e Antonello Ricci, Anna Laura (altra pronipote di don Eraclio). L’iniziativa gode del patrocino del comune di Ischia di Castro. I primi 50 partecipanti riceveranno in dono una copia del libro. Per gli altri il libro sarà disponibile in sala per l’acquisto.

Monsignor Eraclio Stendardi. A quasi settanta anni dalla morte escono in volume le sue “Novelle” a cura del pronipote Eraclio Tozzi. Chi fu don Eraclio Stendardi? Un sacerdote (nato a Ischia di Castro nel 1884) dai molteplici interessi e di grande capacità realizzativa: giornalista per varie testate cattoliche nonché pubblicista di opuscoli a carattere sociale e religioso; cofondatore a Firenze della “Opera Nazionale pro Derelictis” per l’accoglienza materiale e spirituale dei bambini abbandonati; predicatore in vari centri della Toscana, di Lazio, Sardegna e Calabria. In quest’ultima regione raccolse le leggende popolari sul santo di Paola, pubblicando “I Fioretti di Frate Minimo” (due edizioni: 1958 e 1959).

Il ritorno nella sua terra natale. Nel 1928 fu chiamato alla  guida spirituale del popolo di Ischia di Castro, compito che avrebbe svolto fino alla morte, il 27 luglio 1959. Incarico foriero di nuovi interessi e occupazioni culturali. Memore delle proprie radici maremmane (amava definirsi “maremmano”), rivolse tutta la sua attenzione alla terra natia. Con un affetto che il ventennale soggiorno fiorentino, seppur prodigo di intenso fermento culturale, non aveva obliato né affievolito.

Prese dunque a interessarsi con grande passione alla storia locale, in particolare alle rovine di Castro: già nel 1929 uscivano in prima edizione le “Memorie storiche della distrutta città di Castro” (seconda edizione nel 1959). Contemporaneamente non poteva tralasciare il proprio paese: lasciò manoscritte le “Memorie storiche di Ischia di Castro” che avrebbero trovato pubblicazione postuma. Questo intenso lavoro di storico di memorie locali lo portò ad appassionarsi alle ricerche archeologiche: collaborò, quale guida e compagno, con valenti studiosi dell’epoca, come Luigi Cardini e Ferrante Rittatore, affiancandoli in numerosi scavi e scoperte.

Tale amorevole attenzione verso la propria terra natale si manifesta ancora più intensa in queste “Novelle”, tornate alla luce casualmente, che l’autore lasciò in dattiloscritto con correzioni di suo pugno. Temi dominanti: la società ischiana e la Maremma. Una prima sezione, intitolata dall’autore “Vita spensierata di oltre mezzo secolo fa” (oggi oltre un secolo), tratteggia in modo magistrale Ischia di Castro nei suoi luoghi più caratteristici, dove si svolgeva una palpitante vita sociale, espressa per lo più in forma dialettale in quelle interazioni personali che caratterizzavano la vita giornaliera degli ischiani di allora. Attraverso fatti, racconti e personaggi dell’epoca, immersi in una natura selvaggia spesso dimora di briganti, e attraverso il duro lavoro degli abitanti, la seconda parte (“Racconti di vita e uomini della Maremma”) illustra invece il tipo antropologico del maremmano: zotico, tenace, cantore, testardo, uomo di grande cuore e di intelligenza fine.

Antonello Ricci


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19 marzo, 2026

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