Viterbo – Autisti e passeggeri Francigena abbandonati sotto un ponte. La non proprio dignitosa situazione dovuta allo spostamento momentaneo o forse definitivo del capolinea tpl dal Sacrario al Riello continua a generare malcontento tra i dipendenti della società comunale.
Viterbo – Capolinea provvisorio bus Francigena al Riello
I bus arrivano nell’area di sosta di quelli Cotral, non c’è nemmeno un modulo prefabbricato dove ripararsi durante le soste, men che meno un’area per i passeggeri. Lasciati nel piazzale, come unico riparo il cavalcavia sotto via Alessandro Volta, pure, anzi soprattutto quando piove.
Il malcontento serpeggia fra i lavoratori e a poco è servito il badge con cui possono accedere alla stanza utilizzata dai colleghi del Cotral. Spazio limitato e a sentire qualcuno di loro, si sentono ospiti. Per un po’ va bene, ma si sa che l’ospite dopo qualche giorno…
Gli spazi si trovano distanti da dove sostano i mezzi del trasporto pubblico locale e quando lo stop è di soli pochi minuti, non c’è nemmeno il tempo d’andare in bagno. Così raccontano.
Un bel problema, da quando lo scorso dicembre il capolinea è stato spostato. Prima per le bancarelle di Natale a via Marconi, poi per i lavori a piazza Martiri d’Ungheria e poi chissà. Pare che l’amministrazione comunale voglia sistemare il capolinea Francigena dall’altra parte della strada, dove fino a poco tempo fa si raccoglievano i rifiuti ingombranti.
Il 16 gennaio, durante un incontro, l’assessore Emanuele Aronne avrebbe parlato di un mese e mezzo di tempo per allestire l’area. Ne sono passati tre, e tutti continuano a stare al freddo e al gelo e chissà se dovranno sopportare pure l’afa estiva nello stesso posto e alle stesse condizioni.
La confusione regna sovrana. Da una parte le dichiarazioni della giunta che parla di spostamento momentaneo, dall’altra provvedimenti per renderlo stabile al Riello. Non ci si capisce molto.
Nel frattempo, l’avere tolto il capolinea al Sacrario ha avuto come conseguenza che linee di bus in arrivo dalle frazioni, ma anche da Santa Barbara, ad esempio, non entrano più dentro le mura, deviando per viale Trento e poi Riello. La distanza non è molta, ma lo diventa considerando l’utente medio del trasporto pubblico locale. Persone spesso di una certa età. Lasciate fuori porta le mura, costrette a farsela a piedi, oppure attendere una coincidenza con le corse che ancora entrano dentro. Un altro bell’incentivo a vivere il centro storico.
Ma a rendere il clima non proprio tra i più sereni, fra autisti e non solo, non c’è soltanto “l’esilio” forzato al Riello. Fa discutere pure un bando pubblicato alcuni giorni fa per il coordinatore d’esercizio, con l’attuale entro l’anno in pensione.
“Bando pubblicato a marzo – fanno sapere alcuni dipendenti Talete – con una fretta che non si spiega, vista la scadenza non imminente e visto che altri ruoli, autisti compresi, sono rimasti scoperti per diverso tempo”.
Quello che dispiace a chi lavora per la partecipata comunale è altro: “Il bando non dà la possibilità a nessun dipendente di partecipare, visto che nessuno possiede i requisiti richiesti, anche se una laurea vale l’altra e all’interno c’è pure chi ne ha più di una”.
Giuseppe Ferlicca
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