Viterbo – “Sei milioni per la messa in sicurezza del sistema irriguo dell’Elvella nell’Alto Viterbese, in un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri in via di pubblicazione”.
L’annuncio è arrivato ieri a margine della presentazione del rapporto “Dati climatici e risorse idriche – Rapporto 2025” dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale. A parlarne è stato Vincenzo Gregori, direttore generale del Consorzio di bonifica Etruria Meridionale e Sabina, intervenuto ai microfoni di Tusciaweb, anticipando i contenuti dell’importante provvedimento.
Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, e Vincenzo Gregori, direttore generale del del Consorzio di bonifica Etruria Meridionale e Sabina
Il consorzio, che opera nell’Alto Viterbese e nelle province di Siena e Grosseto per quanto riguarda il settore irriguo, collabora a stretto contatto con l’Autorità di bacino. Un’attività resa sempre più complessa dai cambiamenti climatici.
“Come gestori siamo chiamati a fare scelte quotidiane su un servizio complesso, alla luce dei dati presentati oggi dall’Autorità di bacino”, ha spiegato Gregori. “Si tratta di dati ufficiali che evidenziano una crescente siccità e una variazione nella frequenza delle precipitazioni. Da una parte registriamo un aumento costante delle temperature, dall’altra eventi di pioggia sempre più intensi. Le due cose insieme, per chi gestisce un servizio irriguo con oltre diecimila utenti, sono determinanti per capire come e dove intervenire in futuro”.
In questo contesto si inserisce il finanziamento da circa sei milioni di euro, destinato alla messa in sicurezza del sistema irriguo della diga dell’Elvella, che fornisce acqua a quasi duemila aziende agricole dell’Alto Viterbese.
Il progetto era stato presentato dal consorzio nel 2023 nell’ambito del primo bando Pnissi (Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico). Inizialmente non era stato finanziato per carenza di risorse, ma è stato successivamente recuperato e inserito nella nuova programmazione. Gregori non nasconde la soddisfazione per il risultato raggiunto: “Si tratta di un lavoro lungo e complesso, a cui tenevamo molto. Oggi viene finalmente riconosciuto e finanziato”.
L’intervento prevede la ristrutturazione della rete primaria di adduzione a partire dalla presa irrigua della diga, per circa 180 chilometri, oltre a una parte della rete secondaria. Un sistema che interessa otto comuni tra la provincia di Viterbo e quelle di Siena e Grosseto, rappresentando l’asse portante dell’irrigazione nell’Alto Viterbese e nella bassa Toscana.
Vincenzo Gregori, direttore generale del del Consorzio di bonifica Etruria Meridionale e Sabina
Il finanziamento rientra in un Dpcm collegato al Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (Pnissi), promosso dal Ministero delle Infrastrutture.
Sul quadro generale della gestione idrica è intervenuto anche il segretario generale dell’Autorità di bacino, Marco Casini. “È evidente che occorre lavorare sulle infrastrutture, a partire dalla riduzione delle perdite e dal rafforzamento delle connessioni tra sistemi idrici”, ha spiegato. “Molti comuni sono ancora legati a fonti locali che vanno in difficoltà, per questo servono collegamenti più robusti e nuovi invasi”.
Accanto agli interventi strutturali, Casini ha indicato anche la necessità di puntare su innovazione e governance: “Serve investire nel monitoraggio, nelle reti intelligenti e nell’agricoltura di precisione, ma anche migliorare la pianificazione e razionalizzare il numero dei gestori”.
Nel piano di gestione delle acque dell’Autorità sono previsti circa 500 interventi per un valore complessivo di 8,46 miliardi di euro. Una parte di questi, pari a oltre 2 miliardi, è stata presentata nell’ambito del Pnissi 2. “Ogni intervento ha un progetto preciso, un soggetto attuatore e benefici misurabili: la sfida ora è portarli avanti”, ha concluso Casini.
Simone Lupino
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