Viterbo – Il tradizionale momento di restituzione dei risultati aziendali diventa un’occasione di confronto sul presente e sul futuro dell’industria delle costruzioni. In questo contesto, Orsolini ha promosso l’incontro “Costruire il domani. Ascoltare, capire, agire”, che si è tenuto il 18 marzo presso la sede Unindustria di Viterbo, riunendo istituzioni, associazioni di categoria e imprese di produzione per leggere le trasformazioni in atto nella filiera.
Viterbo – L’evento di Orsolini sull’edilizia
Al centro del dibattito, un mercato in evoluzione, segnato da una crescente complessità e da un cambiamento strutturale dei modelli operativi. “Dai dati del Centro Studi Ance si evidenzia che il 61,8% delle imprese edili è composto da un solo addetto, evidenziando un tessuto produttivo estremamente frammentato dove il ruolo della consulenza e dell’assistenza diventa determinante”, ha sottolineato Sergio Saggini, presidente Ance Viterbo.
La lettura del contesto si inserisce in uno scenario nazionale ancora incerto, influenzato dalle dinamiche geopolitiche e da una flessione produttiva che richiede risposte strutturate. “Dal punto di vista della produzione industriale, il contesto nazionale mostra segnali di rallentamento che si protraggono da diversi mesi e richiedono scelte politiche in grado di contrastare questo processo. Allo stesso tempo, emergono elementi di prospettiva a livello territoriale e il Lazio si conferma una realtà dinamica”, ha evidenziato Andrea Belli, Presidente Unindustria Viterbo.
“In un territorio poco industrializzato, dove l’edilizia rappresenta una quota rilevante dell’economia, una crisi del settore rischia di trascinare l’intero sistema. Per questo è fondamentale sostenerlo. L’ambito dell’Alto Lazio si conferma caratterizzato da una forte resilienza imprenditoriale”, ha dichiarato Domenico Merlani, presidente della Camera di Commercio di Viterbo e Rieti.
Viterbo – L’evento di Orsolini sull’edilizia
La presenza delle istituzioni del territorio e della filiera di prodotto ha restituito il peso strategico di un comparto che esprime qualità produttiva e legame con il territorio come leve competitive. “Continuare a scegliere prodotti italiani significa sostenere non solo il sistema industriale ma anche il valore sociale ed economico che questi generano a livello locale. Il comparto della ceramica relativo a piastrelle e sanitari conta un fatturato di circa 6,6 miliardi di euro, 21 mila occupati e una forte propensione all’export, pari al 70%. Una filiera caratterizzata da elevata qualità produttiva e radicamento nei territori, elementi che costituiscono un vantaggio competitivo”, ha spiegato Augusto Ciarrocchi, presidente Confindustria Ceramica.
Una visione condivisa che conferma l’efficacia del format multidisciplinare e come relazioni e consulenza siano destinate a rappresentare il vantaggio competitivo della filiera nei prossimi anni. Sono intervenuti anche Flavio Monosilio, direttore Direzione Affari Economici e Centro Studi Ance, Andrea Cuoghi, Direttore vendite Italia e Spagna Marazzi, Stefano Deri, Direttore vendite Italia Mapei, Massimo Tommasi, direttore commerciale Rubinetterie Treemme e Giampaolo Provvedi, Direttore vendite Italia Ariston.
Viterbo – L’evento di Orsolini sull’edilizia
L’incontro ha rappresentato anche un momento per delineare il posizionamento e le traiettorie evolutive dell’azienda. Oggi Orsolini si configura come una realtà di riferimento nel settore, con 40 punti vendita distribuiti sul territorio e una base di 27mila clienti serviti nel solo 2025. “Con oltre 140 milioni di fatturato e più di 500 collaboratori, la sfida è trasformare questa scala in capacità di innovazione. Consolidare il lavoro della quinta generazione significa costruire un’organizzazione capace di mettere a sistema competenze e relazioni per affrontare i trend e gli scenari del 2026”, dichiara il direttore commerciale Marco Orsolini.
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