Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma – Politica - L’opera “La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio” concessa dall’associazione Enrico Berlinguer - Il dipinto scelto dalla premier per gli incontri internazionali

Meloni sceglie Guttuso per palazzo Chigi, decisivo il ruolo di Sposetti

Condividi la notizia:

Roma – Meloni sceglie Guttuso per palazzo Chigi, decisivo il ruolo di Sposetti.

Da alcune settimane, nella sala dei Galeoni di palazzo Chigi, alle spalle delle conferenze stampa della premier Giorgia Meloni, campeggia “La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio”, opera del pittore siciliano Renato Guttuso dedicata allo scontro tra i garibaldini e le truppe borboniche.

La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio, opera del pittore Renato Guttuso

La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio, opera del pittore Renato Guttuso


Il percorso che ha portato il quadro nel cuore del governo passa però da una trattativa precisa. A gestirla è stato Ugo Sposetti, già senatore e oggi presidente dell’associazione Enrico Berlinguer, proprietaria dell’opera. È stata proprio l’associazione, custode di parte del patrimonio storico e artistico della tradizione comunista, a concedere il dipinto in comodato d’uso.

L’iniziativa nasce dopo una richiesta partita dalla presidenza del consiglio. Gli uffici di palazzo Chigi avevano inizialmente contattato la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, dove l’opera era esposta, scoprendo però che la proprietà non apparteneva al museo. Da lì il passaggio diretto all’associazione guidata da Sposetti, che ha seguito l’intero iter amministrativo necessario al trasferimento.

Ugo Sposetti

Ugo Sposetti


La scelta della premier risale a un episodio preciso. Durante un vertice internazionale ospitato a Roma nell’ottobre scorso, organizzato nell’ambito del cosiddetto “Processo di Aqaba” e copresieduto dal re di Giordania Abdullah II, Meloni ha visitato la Gnam. In quell’occasione si è soffermata davanti al quadro, da poco restaurato, decidendo successivamente di volerlo esporre stabilmente negli ambienti istituzionali.

L’operazione ha comportato anche la stipula di una polizza assicurativa per il trasporto e la permanenza dell’opera, insieme a un secondo dipinto richiesto in prestito. Il costo complessivo dell’assicurazione, secondo la documentazione disponibile, è stato contenuto.

L’arrivo del quadro a palazzo Chigi ha attirato l’attenzione anche per il valore simbolico dell’opera e della sua provenienza. Un dipinto legato alla storia e all’immaginario del Partito comunista italiano, oggi collocato nello spazio centrale dell’attività di governo guidato da una leader della destra, in un intreccio che passa proprio attraverso la gestione del patrimonio affidata negli anni a Sposetti.


Condividi la notizia:
25 marzo, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/