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Vignanello - Celeste Bernardini racconta la sua storia a lieto fine e non è stata la sola a vedersi riconsegnare un cellulare

“Mi rubarono il telefono al negozio di mamma, ritrovato a Bucarest grazie ai carabinieri”

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Vignanello – “Non so come abbiano fatto, ma sono rimasta letteralmente stupita. Oggi ho riavuto il mio telefono”. Inizia così il racconto di Celeste Bernardini, la figlia di commerciante di un piccolo negozio di Vignanello che nel primo pomeriggio è stata convocata in caserma per una notizia che non si aspettava.

Carabinieri - Immagine di repertorio

Carabinieri – Immagine di repertorio


La restituzione del suo iPhone asportatole all’interno del negozio della mamma lo scorso 29 gennaio. Nonostante la denuncia immediata e la notizia che gli autori del furto fossero stati successivamente arrestati, Celeste non immaginava che la macchina della giustizia potesse spingersi così oltre per un telefono.

“Sapevo degli arresti, ma non avrei mai pensato che i carabinieri di Vignanello riuscissero a mettere in moto nientemeno che l’Interpol”, racconta Celeste. Grazie a una complessa attività info-investigativa che ha varcato i confini nazionali, il telefono è stato rintracciato e recuperato per poi essere consegnato ieri mattina da due funzionari dell’Interpol di Bucarest presso l’aeroporto di Fiumicino nelle mani dei militari dell’Arma di Vignanello.

Ma Celeste non è stata l’unica a ricevere la bella notizia: “Mentre ero in caserma, ho saputo che proprio poco prima del mio, era stato riconsegnato anche un altro iPhone di grande valore ad una signora di Civita Castellana. È il segno tangibile di un impegno costante e silenzioso che dà i suoi frutti”.

La gratitudine della signora è tutta per i militari che hanno seguito il caso: “Voglio ringraziare infinitamente la stazione dei carabinieri di Vignanello, e in particolare il maresciallo ordinario Carmine Tarantino e il brigadiere capo Giuseppe Mancuso, per l’eccellente lavoro svolto. Sono estremamente felice e grata per la professionalità e l’attenzione che hanno dimostrato nel restituirmi ciò che mi era stato tolto due mesi fa, un semplice telefono all’interno del quale erano però custodite alcune informazioni importanti ma soprattutto tanti ricordi a me cari”.


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28 marzo, 2026

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