Bolsena – “Non si può concentrare l’80% delle rinnovabili nella Tuscia solo perché conviene economicamente”. Francesco Rocca lo ha ribadito a chiare lettere, a Bolsena, uno dei gioielli della Tuscia.
Energie alternative bene, meno bene se concentrate in larga parte nello stesso posto.
Francesco Rocca
“La regione si è messa di traverso, e di brutto – ha sottolineato Rocca – sulla questione dell’abuso delle rinnovabili, che sta facendo scempio di questo territorio”.
A Roma si sono mossi, ricorda Rocca: “La mia delibera adottata nel 2023 è scolpita nella pietra. Le responsabilità sono da cercare altrove e su progetti che erano già stati autorizzati”.
La concentrazione è il problema. “Io non sono contro le rinnovabili. Ho speso la mia vita sull’importanza di contrastare il cambiamento climatico. Quando sono stato sei anni a Ginevra, presidente della Croce Rossa Internazionale, era una delle priorità, perché vedevo le conseguenze sulle comunità più fragili, e cominciamo a vederle anche sul nostro territorio”.
Lo spazio non manca. “Il Lazio è grande e non si può concentrare l’80% delle rinnovabili in un’unica provincia, soltanto perché fa comodo sotto il profilo economico.
Stiamo terminando la mappatura, fino a quando non sarà completata, il nostro no resta scolpito”.
No che a volte diventa sì- “Alcune cose passano ai livelli superiori, però ho visto che abbiamo una bella collaborazione anche con la Soprintendenza, c”è una volontà comune di fare squadra e fare in modo che questo territorio possa godersi le sue bellezze e avere i servizi che merita”.
Giuseppe Ferlicca
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