Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo -“Il fotovoltaico deve produrre lavoro e la transizione energetica non può essere un processo calato dall’alto”. A dirlo è Arturo Ranucci, eletto all’unanimità segretario generale della Uilm Viterbo, il sindacato dei metalmeccanici, nel corso dell’ultimo congresso dell’organizzazione che si è svolto nella sala Garau di via Cardarelli a Viterbo.
Arturo Ranucci, Fabrizio Fiorito, Giancarlo Turchetti
Assieme a Ranucci, al congresso, anche Fabrizio Fiorito del direttivo della Uilm nazionale e segretario Uilm di Roma e provincia, e il segretario generale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti.
“Negli ultimi anni – spiega Ranucci – la provincia di Viterbo è diventata una delle aree con la più alta densità di parchi fotovoltaici in Italia. Questo fenomeno rappresenta senza dubbio una delle manifestazioni più evidenti del cambiamento in atto nel modello energetico del nostro Paese, un cambiamento guidato dalla necessità di ridurre le emissioni, di accelerare la produzione di energia da fonti rinnovabili e di costruire un sistema energetico più sostenibile. La Uilm guarda con rispetto e attenzione a questi processi di trasformazione. La transizione energetica è una sfida che riguarda tutti noi. Essa rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela dell’ambiente, per la sicurezza energetica nazionale e per la costruzione di un modello di sviluppo più equilibrato e sostenibile”.
“Tuttavia – prosegue Ranucci –, per il sindacato, questa non può essere considerata soltanto una questione ambientale o tecnologica. Essa è, prima di tutto, una questione sociale e contrattuale. Quando interi territori vengono interessati da grandi investimenti infrastrutturali legati alla produzione di energia rinnovabile, è legittimo e doveroso interrogarsi su quale sia il ritorno concreto per le comunità locali e per i lavoratori che vivono e operano in quei territori. Non possiamo accettare un modello nel quale il suolo della nostra provincia venga occupato da grandi impianti energetici senza che ciò generi ricadute occupazionali significative e durature per il territorio”.
Arturo Ranucci
“Non possiamo accettare che la transizione energetica – sottolinea poi il segretario generale della Uilm Viterbo – si traduca esclusivamente in opportunità finanziarie per investitori esterni, mentre il tessuto produttivo locale rimane spettatore passivo di trasformazioni che avvengono sopra le proprie teste. La Uilm ritiene che la transizione energetica debba essere governata con una visione chiara: quella di coniugare sostenibilità ambientale e sviluppo occupazionale. Per questo motivo rivendichiamo con forza un principio che riteniamo fondamentale”.
“L’installazione, la gestione e la manutenzione specialistica degli impianti fotovoltaici – continua Ranucci – devono rappresentare un’opportunità concreta di lavoro qualificato per le maestranze metalmeccaniche del territorio. Le competenze necessarie per realizzare e mantenere queste infrastrutture energetiche esistono. Sono competenze tecniche, industriali, metalmeccaniche. Sono competenze che possono e devono essere valorizzate all’interno del nostro sistema produttivo locale. Per questo motivo chiediamo che i grandi progetti energetici che interessano la nostra provincia prevedano percorsi chiari di coinvolgimento delle professionalità locali, investimenti nella formazione tecnica e accordi che garantiscano ricadute occupazionali concrete. La transizione energetica non può essere un processo calato dall’alto. Deve diventare, al contrario, un’occasione per rafforzare il lavoro industriale, per creare nuove competenze e per costruire un modello di sviluppo che tenga insieme innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e dignità del lavoro. In altre parole, il fotovoltaico deve produrre energia, ma deve anche produrre lavoro. Deve generare sviluppo industriale, professionalità qualificate e opportunità occupazionali per il territorio che ospita questi impianti”.
“Solo in questo modo – conclude Arturo Ranucci – la transizione energetica potrà essere percepita non come un’imposizione esterna, ma come una reale opportunità di crescita per la comunità locale. Ed è proprio in questo passaggio che il ruolo del sindacato diventa decisivo.
La Uilm continuerà a vigilare affinché questi processi non si traducano in semplici operazioni speculative, ma diventino invece occasioni concrete di sviluppo industriale, occupazione qualificata e valorizzazione del lavoro metalmeccanico nel territorio della Tuscia”.
Uilm Viterbo
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