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Viterbo – Indagine della Dda di Roma su riciclaggio e società “Le 5 Forchette” – Accertamenti su chat e rapporti con l’ex sottosegretario

Caso Delmastro, sequestrato il cellulare a Caroccia detenuto a Mammagialla

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Andrea Delmastro con Mauro Caroccia

Andrea Delmastro con Mauro Caroccia

Viterbo – Caso Delmastro, sequestrato il cellulare a Caroccia detenuto a Mammagialla.

I pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia di Roma hanno disposto il sequestro del cellulare di Mauro Caroccia, attualmente detenuto nel carcere di Mammagialla a Viterbo, dove sta scontando una condanna a quattro anni per reati di mafia.

Caroccia è indagato insieme alla figlia Miriam per riciclaggio e fittizia intestazione di beni nell’ambito della vicenda della società “Le 5 Forchette”, della quale è stato azionista anche l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.

L’obiettivo degli inquirenti è analizzare chat e messaggi contenuti nel telefono per ricostruire i passaggi legati alla creazione della Srl, fondata nel dicembre 2024, e alla gestione del ristorante “Bisteccheria d’Italia”.

Sul fronte dell’attività istruttoria è prevista anche l’audizione della moglie di Caroccia, assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo. Secondo quanto riferito dallo stesso Caroccia durante un interrogatorio svolto il primo aprile a piazzale Clodio, la donna era presente, insieme alla figlia, nello studio notarile di Biella il giorno della costituzione della società.

Parallelamente, in un’altra operazione della Dda di Roma, i carabinieri hanno eseguito sequestri per oltre un milione di euro nei confronti di esponenti della criminalità organizzata. 

I sequestri, disposti nell’ambito della strategia di contrasto ai patrimoni illeciti, hanno riguardato auto, moto, orologi di lusso, rapporti finanziari e cassette di sicurezza, a fronte di una sproporzione tra beni posseduti e redditi dichiarati.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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8 aprile, 2026

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