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Economia -  Il progetto autorizzato dalla regione Lazio nel 2024 è uno dei più potenti della provincia: 70 megawatt

Mega fotovoltaico a nord di Viterbo, “tagliati” 13mila pannelli dopo le analisi archeologiche

di Simone Lupino
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Viterbo – Prosegue l’iter per la realizzazione del grande impianto fotovoltaico a nord di Viterbo, tra Grotte Santo Stefano e Celleno, autorizzato dalla regione Lazio a gennaio 2024. Nelle scorse settimane il progetto, sviluppato dalla società E-Solar 3 (oggi sotto il controllo di Enel), è tornato sul tavolo della direzione Ambiente a seguito di alcune modifiche introdotte nella fase esecutiva.

Celleno - Località La Selva

Celleno – Località La Selva


Quella principale riguarda la riduzione del numero dei moduli fotovoltaici installati a terra: saranno 117.540 rispetto ai 130.167 previsti inizialmente. Nonostante il ridimensionamento, l’impianto, con una potenza di circa 70 megawatt, sarà tra i più rilevanti della provincia una volta entrato in servizio. L’area complessiva interessata rimane sostanzialmente invariata, circa 85 ettari suddivisi in quattro sottocampi: a Grotte Santo Stefano nelle località Pianauta e Pianale, e a Celleno nelle località La Selva e Podere della Morte. Una parte della superficie inizialmente destinata ai pannelli è stata però stralciata.

La decisione, come si legge nell’istanza presentata da E-Solar 3 alla regione, “è scaturita a valle delle analisi archeologiche e delle prospezioni geofisiche del sottosuolo effettuate e condivise con il ministero della Cultura”. “Le aree interessate, pertanto, saranno destinate esclusivamente ad attività agricole”.

Grotte Santo Stefano - Bivio tra strada Vitorchiano e strada Pianauta

Grotte Santo Stefano – Bivio tra strada Vitorchiano e strada Pianauta


Non è il primo caso del genere nella Tuscia. Durante la progettazione o i lavori per impianti da fonti rinnovabili non sono rare sorprese dal sottosuolo. Il territorio è ricco di testimonianze antiche anche in zone prive di vincoli specifici. Per questo vengono effettuati sondaggi archeologici preventivi a scopo cautelativo.

Altre novità tecniche del progetto riguardano la riduzione delle cabine di trasformazione, che passano da 17 a 13, e l’eliminazione del sistema bess (battery energy storage system), le batterie utilizzate per accumulare l’energia prodotta in eccesso. L’impianto servirà ad alimentare la rete di distribuzione nazionale, alla quale si collegherà attraverso la nuova stazione Terna lungo la strada provinciale 23 della Vezza.

Grotte Santo Stefano - Località Pianale

Grotte Santo Stefano – Località Pianale


Accanto alla produzione energetica resta la componente agricola, prevista su circa 61 ettari, ma anche in questo caso con alcune modifiche. In particolare, viene eliminato il vigneto di circa 13 ettari inizialmente previsto tra le file dei pannelli, sostituito da colture erbacee per la produzione di fieno, ritenute “più coerenti con il tessuto aziendale locale e con la configurazione spaziale tra i tracker”. Previsto inoltre il passaggio da erbaio annuale a prato stabile di erba medica. Per la mitigazione visiva dell’impianto restano i filari di olivo lungo tutto il perimetro, mentre pioppi e ginestre, che avrebbero potuto creare ombreggiamenti sui moduli, saranno sostituiti da piante di carpino nero e alloro.

Trattandosi di modifiche non sostanziali, è molto probabile che non si renda necessario un nuovo iter autorizzativo completo. Per Enel si tratta del secondo intervento rilevante nell’area: il gruppo è già presente con un impianto fotovoltaico a Pian di Giorgio da 54,9 MWp, con oltre 100mila pannelli in esercizio.

Grotte Santo Stefano - Località Pianauta

Grotte Santo Stefano – Località Pianauta


Sul fronte delle rinnovabili in provincia di Viterbo, la regione Lazio ha disposto in questi giorni l’archiviazione di due istanze: una per un impianto da 25 megawatt tra Latera e Valentano, proposto da Iberdrola Renovables Italia, e una per un impianto da 66 megawatt a Montalto di Castro della società Ccen Montalto di Castro 3. In entrambi i casi le procedure sono state chiuse per il mancato invio delle integrazioni richieste nei tempi previsti.

Simone Lupino


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13 aprile, 2026

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