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Sport – Calcio – Eccellenza – Ufficiale l'arrivo di Solimina chiamato a dare una svolta – 450mila euro da dare all'agenzia delle entrate

Il presidente Camilli: “Ho trovato una situazione debitoria pesantissima, pensiamo a salvarci poi se resto cambio tutto dalla A alla Z”

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Viterbo – Il presidente Camilli: “Ho trovato una situazione debitoria pesantissima, pensiamo a salvarci poi se resto cambio tutto dalla A alla Z”. Nel contesto dell’ufficialità della nomina di mister Solimina al posto dell’esonerato Venturi ha parlato come un fiume in piena il patron Camilli che ha inquadrato sia gli aspetti societari che tecnici inerenti la Viterbese.

Piero Camilli

Piero Camilli


“Ho preso questa autoambulanza in corsa, mi sono trovato dei contratti fuori dal mondo, Gardini che ho cacciato prendeva 50 milioni all’anno quanti io li davo ad Allegri in serie C, Filosa (l’ex capitano) 40 all’anno. Cose assurde. Personalmente ho pagato tutto, gli stipendi, i buffi e compagnia bella, ho pagato tutti i fornitori e adesso non avanza niente a nessuno, cosa che a Viterbo non è mai accaduta.

Poi subentra il discorso serio con l’agenzia delle entrate e la Viterbese rischia di chiudere, lo dico chiaramente. È scappato fuori che ci sono debiti per 450mila euro, e situazioni di tutti i colori e la cosa che mi fa schifo è un’altra, sono 5-6 anni che fanno questi lavori e tutti zitti.

È arrivato Piero Camilli e l’agenzia delle entrate ha già iniziato a fare i pignoramenti, questo è il quadro dell’Italia con chi non pagava tutti zitti, arrivo io e incominciano a fare i pignoramenti. Questo per dire che c’è a Viterbo. Io i 450mila euro non li pago, adesso andrò a parlare con l’agenzia delle entrate e gli dirò chiaramente che se vado via io loro non prendono una lira. Se si trova una soluzione bene altrimenti io prendo e me ne vado, questo è fuori discussione. È un discorso fiscale e imprenditoriale.

Sono arrivato e ho dovuto pagare la corrente altrimenti ce la staccavano, ho pagato le maglie, ho pagato tutto e sono andato contro ogni principio etico perché io faccio l’imprenditore e pagare i buffi degli altri mi rompe. La gente non se ne rende conto. Il calcio non sono quelle quattro pippe che corrono in campo, il calcio è un qualcosa di diverso, pagare è un dovere, pretendere è un diritto credo”.

Poi l’analisi sulla squadra dal punto di vista tecnico: “Ho preso questo treno in corsa, sono arrivati dei giocatori che non hanno reso come pensavo. Ho fatto il passaggio il 24 dicembre, ho dovuto fare tutto di corsa perché i giocatori il giorno dopo non sarebbero neanche più scesi in campo e questo voleva dire che ti avrebbero escluso dal campionato e bisognava ripartire dalla Terza Categoria. Ho fatto questa scemata soltanto a fin di bene.

La squadra è stata fatta male e lo capisco considerando i tempi, a dicembre il passaggio della proprietà, dopo Natale si potevano prendere soltanto i giocatori svincolati. Qui sono rimasti quelli che non voleva nessuno e che avevano i contratti alti e quelli buoni se ne sono andati, io ho preso i giocatori che erano fuori in altre squadre che guadagnano un sacco di soldi e non hanno reso. Ieri ero ad Aranova e abbiamo perso contro una squadra che non mi ha detto nulla per dirla molto chiaramente, se entrava il rigore e potevamo anche pareggiarla, ma rispetto alla Viterbese avevano una rabbia che noi non abbiamo.

Dopo due minuti hanno dato uno schiaffo a uno dei nostri, loro hanno dimostrato di avere le palle noi no. Poi il portiere si mette a fare una papera e tutta una serie di cose ed è andata così. Non sono abituato a fare queste figure. Abbiamo cambiato allenatore è arrivato Claudio Solimina che considero uno di casa e l’ho chiamato per dare una svolta. Venturi sette partite, sei punti non ha dato la svolta che serviva”.

Il patron torna sui debiti: “Vi do un altro dato ci sono 200mila euro di fatture fatte e non pagate e che adesso saranno oggetto di una bella verifica. O dimostri che hai pagato oppure le paghi. 

Se io rimango cambia tutto dalla A alla Z. Riguardo ai rapporti con il comune non mi importa nulla, adesso pensiamo a salvarci. Mi fanno sapere che la Scia deve farla chi usufuisce della struttura, no la Scia deve farla il comune visto che il contratto prevede che il comune può utilizzare l’impianto quando gli pare e farci quello che vogliono e allora spetta a loro. Io 1000 euro li do a un cieco non al Comune”.


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10 aprile, 2026

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