Viterbo - Gli era stato diagnosticato un carcinoma alla prostata - Il garante Stefano Anastasia: “La (pena di) morte ha anticipato di un anno la fine di una sadica pena temporanea"
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 Anastasia a Viterbo – Medicina protetta |
Viterbo – Muore detenuto di 69 anni al reparto di medicina protetta del Santa Rosa.
Il decesso è avvenuto nel reparto di medicina protetta, dove l’uomo si trovava da marzo scorso dopo un grave peggioramento delle sue condizioni di salute.
A denunciare il caso è il garante delle persone private della libertà della regione Lazio, Stefano Anastasia, che parla apertamente di “pena di morte”.
“L’altra notte un signore che aveva appena compiuto 69 anni è morto nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo – spiega Anastasia –. Entrato in carcere poco più di un anno fa per una condanna in contumacia a due anni e mezzo per truffa e con una grave forma di diabete, in carcere gli è stato diagnosticato un carcinoma alla prostata con metastasi e crolli vertebrali. Infine un ictus gli ha causato afasia ed emiplegia”.
Secondo quanto riferito dal garante, nel marzo scorso l’uomo era stato ricoverato proprio a Viterbo. “Da allora l’équipe medica ha mandato due relazioni all’autorità giudiziaria, rappresentando la necessità di continui accessi a strutture sanitarie esterne, di fatto incompatibili con la detenzione in carcere”, aggiunge Anastasia.
Parole dure nella conclusione del garante: “La (pena di) morte ha anticipato di un anno la fine di una sadica pena temporanea”.
10 aprile, 2026