Viterbo – (g.f.) – “Le parole rivolte al papa sono spia di una profonda debolezza politica”. Alessandro Romoli, presidente della provincia responsale provinciale Forza Italia affida a un post via social il suo pensiero di vicinanza al pontefice Leone, dopo le dure parole da parte del presidente americano Donald Trump.
Papa Leone e Alessandro Romoli
“Le parole rivolte in queste ore al santo padre – osserva Romoli – non appartengono alla dialettica democratica, ma sono la spia di una profonda debolezza politica. Quando la leadership smarrisce il senso del limite e scivola nel dileggio verso l’autorità morale, significa che ha perso la sua rotta più importante: quella della responsabilità”.
Facendo anche confusione di ruoli: “Il sommo pontefice – prosegue Romoli – non è un attore della contesa elettorale, ma la voce della coscienza universale. Si può dissentire su strategie o confini, ma non si può accettare che il vicario di Cristo venga trascinato nel fango della propaganda. Difendere il papa significa, oggi, difendere la dignità dell’uomo, il valore della Pace e la sacralità delle nostre radici cristiane”.
Un richiamo, quello di Romoli. “Come cattolici impegnati nelle istituzioni, non abbiamo spazio per l’ambiguità. La nostra identità è un valore che non si negozia al soffiare dei populismi. Restiamo al fianco di Pietro con fermezza e orgoglio, consapevoli che solo chi ha radici profonde sa restare saldo nella tempesta”.
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