Viterbo – “Firmiamo per la sopravvivenza”. I commercianti del centro storico in queste settimane stanno raccogliendo firme contro il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) varato dalla giunta Frontini. L’obiettivo è quello di portare all’attenzione della giunta una serie di osservazioni, tenendo conto delle esigenze concrete di chi vive e lavora nel centro. Le firme saranno allegate alle osservazioni dei cittadini. “Bisognerebbe capire e considerare – afferma una commerciante del centro storico – che noi qui lavoriamo. Abbiamo degli orari di apertura da rispettare, non sarebbe pratico per noi dover aspettare il passaggio dei bus per arrivare al lavoro. Stiamo cercando di elaborare una proposta utile ed efficiente per migliorare la situazione del centro storico”.
Viterbo – Piazza della Rocca – Nel riquadro: Chiara Frontini
Il Pums è un piano predisposto dall’amministrazione comunale Frontini che prevede la pedonalizzazione in due zone del centro, via Mazzini e limitrofe e piazza della Rocca. A piazza della Rocca verranno tolti i parcheggi e l’area sarà accessibile solo tramite mezzi pubblici, bici, monopattini o a piedi. Il piano dovrà essere realizzato nell’arco di 10 anni, il tempo necessario per apportare tutti i cambiamenti. Tra questi, la creazione di nuovi parcheggi fuori dal centro.
Particolarmente rilevante l’intervento previsto per piazza della Rocca, dove si ipotizza l’eliminazione della sosta e una chiusura al traffico senza limiti orari, mantenendo solo una circolazione regolata lungo il perimetro. Mentre via Mazzini seguirà le stesse prescrizioni orarie di corso Italia. Queste due zone del centro dovranno essere pedonalizzate entro due anni secondo quanto riportato nel Pums. I commercianti hanno sottolineato che “sono già oltre 300 le firme in via Mazzini” contro il Pums attuale.
Per i negozianti del centro storico non è una questione di schieramenti politici: “Per noi – sottolinea la commerciante – non è una battaglia politica. Al posto della sindaca Chiara Frontini avrebbe potuto esserci chiunque, noi siamo contro questo progetto. È giusto sperimentare ma non in questo caso. Se dovesse andare male, si rischia la chiusura di numerosi posti di lavoro. Se l’esperimento dovesse durare anche solo due settimane, nessuno di questi negozi sopravvivrebbe al fallimento”.
Viterbo – Piazza della Rocca
E continua: “Qui non ci sono i parcheggi, ed è una grande mancanza perché la maggior parte della nostra clientela viene da fuori le mura. Persone che lavorano nella nostra città passano per comprare, ma questa cosa non sarà più possibile dal momento in cui verranno messi parcheggi a quindici minuti di distanza dalle nostre attività commerciali. Via Mazzini inoltre, non è una via turistica, non potrebbe funzionare come sola attrazione per il tempo libero. In pochi vengono ancora a fare la spesa in centro, ma secondo le nuove disposizioni sarebbe troppo scomodo viaggiare con i mezzi e le buste piene. La clientela si azzererebbe e la tendenza sarà ancora di più quella di andare nei supermercati”.
“C’è stato detto dell’amministrazione – aggiunge la commerciante – che la pedonalizzazione del centro storico è una richiesta fatta dai cittadini, ma non abbiamo idea di quali siano questi cittadini. Siamo tutti contrari al Pums. La pedonalizzazione è un suicidio a queste condizioni. I problemi che riscontreremo con questo nuovo piano sono prevedibili guardando ciò che è successo alle scuole del centro. I bambini che non potevano essere accompagnati dai propri genitori venivano con il bus, che però li lasciava fuori dalle mura a causa della difficoltà date dalla grandezza del mezzo. Per la scomodità del tragitto, non vengono più in questa scuola e gli iscritti sono pochissimi”.
Più commercianti hanno lamentato di non aver avuto modo di intavolare un dibattito con l’amministrazione Frontini, prima che il Pums fosse pubblicato. Dicono di essere venuti a conoscenza dei fatti solo grazie agli articoli pubblicati dai giornali locali.
Viterbo – Via Mazzini e la chiesa di San Giovanni in zoccoli
I negozianti sostengono inoltre che anche per le consegne ci saranno problemi: “Spesso i fornitori non riescono a entrare nel centro e li fanno aspettare fuori. Alcuni restano e aspettano che il traffico diminuisca, altri se ne vanno perché hanno degli orari da rispettare. Come faremo dopo? Come portiamo i rifornimenti fino al negozio? Dovremmo essere incentivati a restare, dovrebbero aggiungere aiuti per noi, non toglierli”.
Un’altra negoziante esprime il suo disappunto per il Pums. Lei infatti, nonostante fosse a favore della chiusura per le macchine nel centro storico, non crede che questo sia un piano da appoggiare: “Senza aumentare parcheggi nelle vicinanze prima di chiudere, è impossibile mantenere delle attività aperte. Dovrebbero essere fatti prima i parcheggi, vicini anche se fuori le mura, altrimenti nessuno entrerà più in centro. Lo stesso discorso andava fatto per corso Italia. La ztl era un’idea giusta, ma senza un progetto più ampio le attività stanno fallendo. Qui bisogna considerare che ci sono dei negozi che necessitano del supporto di veicoli, chi verrebbe altrimenti a fare la spesa? Un progetto posto in quest’ottica è solo che negativo”.
Nicole Tarantello
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