Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Il distretto ceramico di Civita Castellana è una realtà ben più ampia dei soli confini comunali. Per questo ho presentato un’interrogazione sulla Zona logistica semplificata nel territorio della provincia di Viterbo, chiedendo una revisione della perimetrazione che ne riconosca pienamente l’unitarietà.
Parliamo di una realtà produttiva di rilievo nazionale e internazionale, caratterizzata da una filiera diffusa, integrata e interdipendente che non si esaurisce nei confini amministrativi di Civita Castellana e Orte – unici comuni al momento all’interno della Zls assieme a Tarquinia e Viterbo -, ma coinvolge un sistema territoriale più ampio che comprende anche Castel Sant’Elia, Fabrica di Roma, Gallese, Corchiano, Nepi, Faleria e Sant’Oreste. Limitare la Zls a una porzione di questo sistema significa non riconoscere la reale articolazione produttiva del distretto.
Una perimetrazione parziale rischia di compromettere il principio di parità di trattamento tra imprese appartenenti alla stessa filiera, generando distorsioni concorrenziali, squilibri localizzativi e possibili effetti di spiazzamento. Gli strumenti di semplificazione e gli incentivi legati alla Zls, se applicati in modo incompleto, finiscono infatti per favorire alcuni territori a discapito di altri che fanno parte del medesimo ecosistema produttivo.
La competitività del distretto ceramico dipende da una visione unitaria delle connessioni produttive e logistiche, anche in relazione ai collegamenti strategici con il porto di Civitavecchia e il nodo interportuale di Orte. Per questo ritengo necessario superare una logica meramente amministrativa e riconoscere il distretto come un unicum economico e funzionale.
Con questa interrogazione chiedo alla regione quali azioni intenda mettere in campo per avviare una revisione della perimetrazione della Zls e se intenda sostenere e portare all’ordine del giorno del Comitato di indirizzo l’istanza di riperimetrazione, affinché venga ricompreso l’intero distretto ceramico nella sua effettiva dimensione territoriale e produttiva.
Enrico Panunzi
Vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio
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