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Viterbo - Il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, Enrico Panunzi, nel giorno in cui si celebra la Liberazione

“In uno scenario internazionale segnato da guerre, il 25 aprile torna ad avere un valore attuale”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 25 aprile non è una ricorrenza da vivere in modo automatico e meramente celebrativo. È una data che ogni anno ci chiede uno sguardo onesto sul presente, oltre che sul passato.

È il suggello di una lotta durata anni, ma anche un punto di partenza. Da lì prende forma una trilogia inscindibile di date fondamentali per la nostra storia, da cui non si può prescindere: il 25 aprile 1945, il 2 giugno 1946 e il 27 dicembre del 1947, giorno in cui è stata promulgata la Costituzione italiana, entrata poi in vigore il primo gennaio del 1948.

Enrico Panunzi

Enrico Panunzi


Quella stessa Costituzione che siamo stati chiamati recentemente a difendere, e il popolo italiano lo ha fatto con un risultato al referendum dello scorso 22 e 23 marzo, chiaro e inequivocabile. Un segnale importante, che dimostra come i valori fondanti della nostra Repubblica siano ancora vivi e condivisi.

La Liberazione è stata una scelta di coraggio, compiuta in un tempo difficile, quando nulla era scontato. E proprio quel passaggio storico avrebbe dovuto avere la forza di debellare conflitti bellici, di creare anticorpi contro la guerra.

Eppure oggi ci troviamo davanti a uno scenario internazionale segnato da tensioni e guerre diffuse, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino a Gaza, in un contesto in cui i conflitti nel mondo sono decine.

Il rischio più grande non è solo la distanza geografica di queste guerre, ma una lenta e pericolosa assuefazione, come se il dolore degli altri potesse diventare normale, come se la guerra fosse una presenza inevitabile. È proprio qui che il 25 aprile torna ad avere un valore attuale. Ci ricorda che nulla è inevitabile, che anche nei momenti più difficili è possibile scegliere una strada diversa. Non è semplice, richiede impegno, responsabilità e anche la capacità di non cedere al cinismo.

Credo che oggi il compito più importante sia questo: non smettere di credere nella possibilità della pace e continuare a costruirla, giorno dopo giorno, anche nei piccoli gesti e nelle scelte quotidiane.

La memoria non serve solo a ricordare ciò che è stato, ma a tenere aperta una prospettiva. Ed è dentro quella prospettiva che dobbiamo continuare a trovare, insieme, ragioni di speranza.

Enrico Panunzi
Vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio


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25 aprile, 2026

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