Viterbo – La morte di Vito Ferrante mi lascia senza parole. Solo pochi giorni fa era stato colpito dal dolore più grande che un uomo possa provare, con la scomparsa della figlia Vittoria, a cui aveva dedicato la sua intera esistenza e il suo impegno quotidiano. L’ultima volta che l’ho sentito è stata venerdì scorso, proprio il giorno dopo il funerale, una circostanza che rende ancora più difficile accettare questa perdita.
Enrico Panunzi
Vicepresidente del consiglio regionale del Lazio
Anpi: “Una persona, un nostro compagno che ha speso tutto la sua vita per l’affermazione di una umanità nuova e in difesa dei diritti costituzionali”
L’Anpi partecipa al dolore per la scomparsa di Vito Ferrante: ” Una persona, un nostro compagno che ha speso tutto la sua vita per l’affermazione di una umanità nuova e in difesa dei diritti costituzionali “.
Il comitato Provinciale Anpi di Viterbo, nella persona del suo presidente Enrico Mezzetti, unitamente a tutte le sezioni e strutture territoriali dell’Associazione, esprime il più profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e all’ Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia – Afesopsit per la gravissima perdita di Vito Ferrante.
Vito non è stato solo un uomo straordinario, è stato, nella sua preziosa quotidianità, incarnazione di umanità piena, saggezza e amore incondizionato verso i più deboli. Per tutta la sua vita ha saputo testimoniare con coerenza i valori della Resistenza e della nostra Costituzione, traducendoli in un impegno civile instancabile. Protagonista e compagno di tante lotte, Vito ha speso ogni energia per la tutela del diritto alla salute come bene comune; il contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza; il pieno riconoscimento dei diritti di inclusione per i più fragili.
“La città di Viterbo perde oggi un punto di riferimento fondamentale. Un uomo che ha vissuto con generosità straordinaria, dedicando la propria esistenza all’amore per gli altri e alla giustizia sociale”, così Enrico Mezzetti. La scomparsa di Vito giunge a una sola settimana dalla tragica perdita della figlia Vittoria, un dolore immenso che ha senza dubbio segnato questi suoi ultimi giorni, rendendo questo momento ancora più drammatico per tutta la comunità.
L’Anpi indica a tutti la figura di Vito Ferrante quale esempio luminoso da seguire e da custodire nella memoria collettiva. Il suo lascito morale e civile è, e dovrà diventare, patrimonio per tutta la Città di Viterbo e continuerà a guidare il nostro agire.
Comitato provinciale Anpi Viterbo
Arci: “Vito Ferrante un compagno di strada, trascinatore infaticabile”
Il popolo della solidarietà e dell’impegno civico e politico per il cambiamento sociale piange Vito Ferrante, un compagno di strada, un trascinatore infaticabile, un leader carismatico che ha messo in gioco tutto se stesso per insegnare a tutti noi che non ci si arrende mai e che le lotte si cominciano insieme e si conducono fino alla fine.
Vito ha vissuto da protagonista tante esperienze del suo impegno politico prima di immergersi in quello straordinario percorso di lotte e attivismo sociale in favore del mondo della disabilità e della sofferenza psichica. Vito è stato militante attivo di partito, consigliere comunale, presidente del Circolo Arci di Pianoscarano. In ogni fase del suo impegno ha sempre lasciato il suo segno indelebile di un uomo che non lasciava mai nulla al caso ed affrontava di petto le questioni più delicate e spinose anche a costo di scontrarsi con i suoi stessi compagni.
Nel percorso esemplare che ha caratterizzato gli ultimi quaranta anni della sua vita, in tutto quello che ha costruito e lo ha messo in relazione con persone con diverse abilità, famiglie, operatori socio sanitari, e istituzioni, Vito ha insegnato a tutti che l’impegno determinato, costruito dal basso, senza eroismo, ma con la forza della ragione e della passione è una risorsa straordinaria alla portata di tutti.
La storia di Vito insegna che oltre alle grandi analisi politiche, agli studi sull’economia e sulla spesa pubblica nei servizi sociali la testimonianza diretta, il protagonismo dei soggetti portatori di bisogni, l’individuazione e la denuncia di storture, sprechi e inefficienze sono gli strumenti per un vero cambiamento. I tagli e gli stravolgimenti che il welfare subisce da anni hannotrovato in persone come Vito strenui oppositori che non si sono piegati al racconto della scarsità di risorse e delle privatizzazioni selvagge.
Senza le sue lotte e di tanti come lui oggi avremmo ancora i “matti” rinchiusi nei manicomi, i bambini diversamente abili nascosti nelle case o negli istituti invece che nella scuola pubblica, la sanità delle mutue e delle assicurazioni private. Rimane molto da conquistare e nel mondo di oggi anche le conquiste di ieri sono sempre in discussione, ma facciamo tesoro della lezione di Vito per andare avanti verso una società più libera solidale e umana. È il modo migliore per ricordarlo. Ciao Vito.
Chiara Frontini: “Viterbo ha perso un riferimento nel mondo del volontariato, del tessuto sociale”
Una lunghissima amicizia e la condivisione di un percorso valoriale e umano mi legavano da anni e mi legheranno per sempre a Vito Ferrante. In tanti piangiamo la sua morte. In tanti ci siamo stretti a lui solo pochi giorni fa, quando, con la scomparsa della sua amata figlia Vittoria, una parte del suo cuore forse aveva già smesso di battere.
La nostra città ha perso un riferimento nel mondo del volontariato, del tessuto sociale. Una perdita non solo per le tante famiglie che ha aiutato attraverso l’Afesopsit, l’associazione da lui fondata tanti anni fa, ma anche per le tante persone che ha incontrato durante la sua vita. Che ha incontrato e che ha sicuramente aiutato. Perché Vito non si è mai voltato dall’altra parte. Tutti coloro che avevano bisogno di aiuto, lui li ascoltava.
Il suo non era solo impegno civile, era una missione. In molti ricorderanno le sue battaglie per difendere i diritti umani, in particolar modo quelli delle persone con fragilità psichica. Vito era anche un grande artista. E i suoi valori sapeva come trasmetterli attraverso le sue opere. Caro Vito, tornerò presto alla fattoria; quei semini donati un po’ di anni fa hanno dato i loro frutti, ora ci sono degli alberi. Me lo dicevi sempre, di passare a vedere come stavano crescendo. Mancherai tanto a tutti noi. Alla famiglia Ferrante l’abbraccio più sentito di tutta la città.
Chiara Frontini
Sindaca di Viterbo
Alvaro Ricci: “Vito Ferrante era una persona perbene, capace di unire impegno politico a quello civile e sociale”
Apprendo con profondo cordoglio la notizia della scomparsa di Vito Ferrante, figura conosciuta e stimata della nostra città, che ci lascia in un momento reso ancora più doloroso dalla recente perdita della figlia Vittoria.
Vito Ferrante è stato consigliere comunale di Viterbo dal 1990 al 1995, svolgendo il proprio mandato con serietà, passione e autentico senso delle istituzioni. In quegli anni ha rappresentato con dignità i cittadini, offrendo un contributo importante al dibattito pubblico e alla vita amministrativa della città. È stato inoltre fondatore e animatore dell’associazione Afesopsit, alla quale ha dedicato energie e impegno costante, distinguendosi per sensibilità sociale, spirito di servizio e attenzione verso le persone più fragili.
Con lui scompare una persona perbene, capace di unire l’impegno politico a quello civile e sociale, lasciando un ricordo sincero in quanti lo hanno conosciuto e apprezzato. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti i membri dell’associazione Afesopsit rivolgo le più sentite condoglianze e la mia più sincera vicinanza in questo momento di grande dolore.
Alvaro Ricci capogruppo Partito Democratico al comune di Viterbo
Valerio De Nardo (Sinistra Italiana): “Umile, generoso e infaticabile si è speso senza risparmiarsi mai”
Vito Ferrante ci ha lasciati. Dire che sia stato un uomo straordinario è una constatazione priva di retorica e colma di gratitudine. Umile, generoso e infaticabile si è speso senza risparmiarsi mai, un tempo anche nella politica, poi soprattutto nella società, fin quando ha potuto. Il suo stare accanto ai sofferenti psichici e ai loro familiari della Tuscia non era un impegno, ma una missione. Ecco forse Vito è stato un missionario, una persona che si è data integralmente agli altri, soprattutto i più fragili, quelli con meno opportunità, quelli segnati dallo stigma. Coloro che hanno trovato una comunità accogliente nella Fattoria di Alice, esperienza eccezionale costruita letteralmente con le sue idee e le sue mani.
Per me, come per moltissime persone che lo hanno conosciuto e hanno condiviso tratti del suo percorso, è stato un amico e un compagno che lascia un vuoto davvero enorme. Persone che a quel percorso dovranno impegnarsi a dare un seguito, per seminare pace e speranza, come Vito ha fatto per tutta la sua vita.
A nome mio e di Sinistra Italiana esprimo la più forte vicinanza ai suoi familiari.
Valerio De Nardo
La scultura del maestro Vito Ferrante donata al Sodalizio dei facchini di Santa Rosa
Il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa:”Lo ricorderemo per la bellissima scultura che il maestro che ci aveva donato anni fa”
Il Sodalizio esprime profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa del maestro Vito Ferrante che tanto ha donato alla società civile, in particolare nel mondo del volontariato.
Giusto una settimana fa la morte della figlia ed evidentemente il dolore per questa perdita è stato, per Vito, fatale. I facchini lo ricordano in modo particolare per la bellissima scultura che il maestro aveva donato al Sodalizio diversi anni orsono e che rappresenta uno dei punti di forza del museo.
Per questo e per tutto ciò che Vito ha realizzato non finiremo mai di ringraziarlo e di rivolgergli un pensiero costante che lo immortala tra uno delle figure più rilevanti della storia del Sodalizio. Grazie Vito, riposa in pace tra le braccia di Santa Rosa che ti accompagnerà dinanzi all’Altissimo.
Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa
Centro di ricerca per la pace: “Vito Ferrante ci ha lasciato”
Carissime e carissimi, come forse già saprete, ci ha lasciato Vito Ferrante, il nostro amico di sempre, compagno di innumerevoli esperienze di solidarietà e di altrettanto innumerevoli lotte nonviolente, un maestro e un fratello.
Il vuoto che lascia è incolmabile, l’esempio luminoso, l’appello ineludibile: continuare in ciò che è giusto; difendere la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani; condividere tutto il bene e tutti i beni.
Ai familiari, alle amiche e agli amici dell’associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia” (Afesopsit) di cui Vito era animatore infaticabile, a tutte le persone che gli sono state vicine e che oggi sono straziate dal dolore per questa perdita abissale, la nostra vicinanza, il nostro affetto, il nostro impegno di pensiero e azione affinche’ la testimonianza di Vito prosegua nel cammino comune per il bene comune dell’umanita’ intera.
Le amiche e gli amici di Alfio Pannega
Le compagne e i compagni del centro sociale “Valle Faul”
Il “Centro di ricerca per la pace” di Viterbo
Alessandro Mazzoli: “In lui hanno vissuto il bisogno di affermare i diritti e la dignità dei più fragili e l’urgenza di costruire risposte che fossero all’altezza di una convivenza davvero civile”
Ci sono persone che lasciano un segno indelebile nella propria comunità. Per ciò che fanno e per come lo fanno. Per la passione e la determinazione che trasmettono. Per la forza del loro esempio.
Vito Ferrante è stato una di queste persone. In lui hanno vissuto il bisogno di affermare i diritti e la dignità dei più fragili e l’urgenza di costruire risposte che fossero all’altezza di una convivenza davvero civile.
A lungo impegnato in politica e nel sociale, è stato consigliere comunale di Viterbo e tra i fondatori, nel 1995, della sezione del Partito Democratico della Sinistra intitolata a Ferdinando Biferali.
È stato il fondatore dell’Afesopsit (Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia), diventando un punto di riferimento essenziale per tante famiglie e per le istituzioni. Ha dato un contributo formidabile al volontariato cittadino e territoriale attraverso una straordinaria capacità di iniziativa, di stimolo della partecipazione democratica e imponendo all’attenzione degli interlocutori istituzionali le domande cruciali per la cura delle persone con disabilità.
Soltanto una settimana fa era scomparsa sua figlia, Vittoria. Per lui ragione di una vita intera. Motivo di amore sconfinato e di dolore che aveva trasformato in servizio per il bene comune. In quella circostanza gli ho espresso il mio cordoglio e mi ha risposto dicendo: “Comunque ti assicuro che mia figlia è bellissima”. Vittoria non c’era più ma per lui si, c’era eccome. E credo che avesse ragione lui.
Caro Vito, grazie per essere stato tra noi e con noi. Ci mancherai davvero tanto. Giungano alla sua famiglia le condoglianze più sincere.
Alessandro Mazzoli
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