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Viterbo - Mobilitazione d’urgenza in piazza del comune – La presidente Sandra Gasbarri denuncia il raid della marina israeliana - FOTO

Flotilla fermata nel Mediterraneo, l’Arci: “Un’azione gravissima”

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Flotilla fermata nel Mediterraneo, protesta a piazza del Comune - Sandra Gasbarri, presidente Arci

Flotilla fermata nel Mediterraneo, protesta a piazza del Comune – Sandra Gasbarri, presidente Arci

Flotilla fermata nel Mediterraneo, protesta a piazza del Comune

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Viterbo – Flotilla fermata nel Mediterraneo, l’Arci: “Un’azione gravissima”.

Protesta questo pomeriggio, 30 aprile, in piazza del comune per la mobilitazione d’urgenza lanciata da Arci Viterbo dopo quanto accaduto nel Mediterraneo alla Global Sumud Flotilla.

Le informazioni restano frammentarie e arrivano dalle imbarcazioni non ancora intercettate. Non c’è chiarezza sul destino degli equipaggi né sui tempi di eventuale trattenimento. Secondo quanto riferito, alcune barche, tra cui la “Bella Blue” con a bordo Francesco Delli Santi di Tom (Tutti gli Occhi sul Mediterraneo)/Arci, risulterebbero già intercettate e messe fuori uso, lasciate alla deriva.

“Un’azione gravissima, in deroga a ogni norma di diritto internazionale”, ha detto Sandra Gasbarri, presidente Arci Viterbo.

“Stanotte un raid di Israele ha fermato, abbordato e mandato alla deriva 22 barche della Global Sumud Flotilla a poco più di cinquanta miglia da Creta, in acque internazionali di competenza europea – ha detto Sandra Gasbarri –. Sono 211 gli attivisti catturati. La marina israeliana, operando a centinaia di miglia fuori dalle proprie acque territoriali, sta intercettando le imbarcazioni e sequestrando gli equipaggi”.

“Il diritto internazionale è inequivocabile: le missioni umanitarie in acque internazionali sono protette – ha aggiunto Gasbarri –. Non esiste alcun fondamento giuridico per questa azione”.

Da qui le richieste avanzate dall’associazione: protezione diplomatica immediata per le attiviste e gli attivisti coinvolti, condanna formale e interruzione di ogni rapporto con Israele, oltre alla sospensione di ogni accordo commerciale e militare.

“Non sono bastati due anni e mezzo di crimini di guerra di Netanyahu, non sono bastate le stragi deliberate di civili, la fame usata come arma, l’apartheid e le devastazioni in Cisgiordania e Libano – ha concluso Gasbarri –. Il tempo è determinante. La Flotilla è sotto minaccia, le vite sono a rischio. L’urgenza non è retorica: è realtà. Perché l’inazione è complicità”.

La mobilitazione era stata annunciata con un comunicato diffuso questa mattina.

Alla manifestazione hanno partecipato circa settanta persone.


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30 aprile, 2026

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