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Viterbo - Ricordati i circa 20mila bambini uccisi a Gaza

Festa della mamma: un omaggio alle madri palestinesi, libanesi e iraniane

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Flash Mob - Festa della mamma: un omaggio alle madri palestinesi, libanesi e iraniane

Flash Mob – Festa della mamma: un omaggio alle madri palestinesi, libanesi e iraniane

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Flash Mob – Festa della mamma: un omaggio alle madri palestinesi, libanesi e iraniane

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Festa della mamma: un omaggio alle madri palestinesi, libanesi e iraniane. 

In occasione della festa della mamma, ieri il presidio che “Piazza Palestina” (Tavolo per la pace e altre organizzazioni) porta avanti ogni sabato alle 18 in piazza del Plebiscito è stato dedicato alle madri palestinesi, libanesi e iraniane che hanno perso i propri figli e figlie per mano di eserciti spietati che violano quotidianamente il diritto umanitario.

Inscenato un flash mob indossando abiti scuri, con cartelli al collo e bambole sul terreno, sono stati ricordati i circa 20.000 bambini uccisi a Gaza, in particolare: Hind Rajab, bambina di 6 anni, crivellata di colpi nell’auto degli zii dopo un’inutile richiesta di soccorso che ha provocato la morte degli stessi soccorritori da parte dell’Idf, la pediatra Alaa al-Najar, che si è vista portare in ospedale 9 dei suoi 10 figli, uccisi, insieme al marito, dal bombardamento della sua casa. E poi: le bambine uccise il 28 febbraio scorso da un missile americano lanciato sulle scuole di Minab (“L’albero buono”) in Iran, il 14-enne cisgiordano, colpito recentemente da un proiettile di un soldato israeliano e lasciato agonizzante per 45 minuti, impedendo a un paramedico e alla madre di intervenire. 

È stato quindi letto il seguente comunicato. 

“Madre” La parola divina! La madre terra, la madre di tutte le battaglie, la madre che è dentro di noi, la madre che ci dà la vita! 

Oggi è la festa della mamma, una piccola ormai quasi insignificante giornata che come molte altre, si perde nei meandri del consumo. La vogliamo celebrare con la solidarietà e la vicinanza alle donne più sofferenti del pianeta: le madri di Gaza sotto le bombe dello stato di Israele che non fanno in tempo a vedere i loro bambini crescere, già trasformati in “piccoli” martiri. 

Israele pratica torture e stupri, scatena pogrom e demolisce case, rinchiude in carcere 350 minori, approva la pena di morte per i prigionieri, usa la fame e le armi chimiche. Ogni 30 minuti una donna palestinese è martirizzata e quando un bambino di un anno, poco tempo fa è stato rapito e sulla sua pelle sono state spente delle sigarette, la domanda è: come facciamo a voltarci dall’altra parte e a silenziare la nostra coscienza? 

Al secondo giorno di guerra contro l’Iran sulla scuola di Minab le bombe americane hanno ucciso più di 170 bambine, in pochi secondi, un attimo, qualche minuto. 

Gli orribili crimini a cui Stati Uniti Israele ci hanno abituato, normalizzando il male peggiore che nessuna guerra può sopportare è l’eliminazione di civili e la cancellazione di popoli. 

Qui, nel nostro paese, il racconto del genocidio del popolo palestinese si sfilaccia giorno dopo giorno. Il mainstream tace e distorce, i politici finanziano, armano, rinnovano memorandum e il governo accoglie i torturatori dell’IDF in vacanza. 

L’Europa, di fatto, non fa nulla contro la politica del massacro, senza più neanche nascondere la sua predisposizione autoritaria. Da Berlino a Roma il nemico interno è chi solidarizza con il popolo palestinese e la sua resistenza. 

Solo qualche stato ha il coraggio di opporsi (fino a un certo punto) a Israele e Stati Uniti- 

Siamo in piazza, come sempre. 

Per la Palestina che resiste, per il Libano, per il popolo iraniano, per Cuba! 

Con tutte le madri che resistono! 

Piazza Palestina 


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10 maggio, 2026

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