Viterbo – “Maxi processo per plagio musicale ai danni del maestro Pachelbel”, oggi la prima al complesso di Santa Maria in Gradi dell’Unitus.
C’è un compositore barocco che reclama giustizia e porta sul banco degli imputati 6 cantanti nostri contemporanei. Si chiama Johann Pachelbel, è vissuto nel Seicento e oggi, venerdì 15 maggio alle 17,30, sarà davanti a una corte molto speciale: quella allestita dagli studenti del liceo delle scienze umane e musicale “Santa Rosa da Viterbo” nell’auditorium del complesso di Santa Maria in Gradi.
Gli imputati sono tutti cantanti e gruppi musicali del nostro tempo e tutti sono accusati di avere plagiato l’opera del grande compositore barocco.
Va in scena la prima assoluta di “Maxi processo per plagio musicale ai danni del maestro Pachelbel”, uno spettacolo che è molto più di una semplice recita scolastica: è teatro, è musica dal vivo, è canto, è danza. Ed è, soprattutto, energia allo stato puro.
Un progetto che nasce dalla giustizia (vera)
Lo spettacolo non è nato per caso. È il frutto concreto di un tavolo istituzionale costituito presso il tribunale di Viterbo, che riunisce il tribunale stesso, l’ordine degli avvocati di Viterbo, l’università degli studi della Tuscia e le scuole superiori della provincia.
Un’iniziativa che punta a portare i giovani più vicini al mondo del diritto, della legalità e della cultura civica — ma stavolta con un approccio del tutto inedito: la musica come strumento di conoscenza e partecipazione.
Il testo è stato scritto dall’avvocato Guglielmo Ascenzi, che ha curato anche la regia insieme al collega e amico avvocato Leonardo Ricci. I due professionisti hanno saputo costruire una drammaturgia capace di mescolare rigore giuridico e leggerezza, trasformando un’aula di tribunale immaginaria in un palcoscenico vivace e coinvolgente.
Sul palco: i ragazzi del Santa Rosa
La vera forza dello spettacolo sono loro: gli studenti. Quelli dell’indirizzo musicale, guidati dal professor Giorgio Bottiglioni, suoneranno e canteranno dal vivo i brani originali — arrangiamenti e canzoni che spaziano attraverso i secoli, a partire proprio dal celeberrimo Canon in Re maggiore di Pachelbel, filo conduttore di tutta la narrazione.
Quelli dell’indirizzo economico-sociale, coordinati dalla professoressa Alessia Pancrazi, daranno invece voce e corpo ai personaggi del processo: giudice, pubblico ministero, avvocati, imputati, testimoni.
Il cast è ricco e variegato: Sofia Ferri nel ruolo del giudice, Jacopo Lanzi come pubblico ministero, Gabriele Garbujo nei panni del cancelliere. Angelo Legnante interpreta Pachelbel, mentre Sara Lo Iacono è l’avvocato di parte civile, e Cristiano Bocchetti veste i panni di Shazam, l’app musicale convocata come testimone d’eccezione.
Completano il quadro le studentesse Alessia Hysa e Federica Filipponi, una giuria di avvocati con i propri clienti: Federica Sugameli, Elena Greco, Massimo Barduani, Carlotta Deci, Mattia Luzzitelli, Benedetta Sarchioni, Francesco Pomana, Matilde Ceccamea, Greta Filippi, Selena Murariu, Giulia Albis, Veronica Corso e un ensemble strumentale di giovani musicisti: Valerio Cianetti, Alessandro Cori, Marco de Angelis, Giulio Mancini, Matilde Pace, Leonardo Pecorella, Sofia Pellegrini, Sofia Selli, Davide Sarchioni, Noemi Bossi, Emanuele Jurahua.
Le scenografie sono a cura degli studenti dell’Iiss liceo artistico “Francesco Orioli”, sezione scenografia, sotto la guida della professoressa Cinzia Pace.
Vieni, canta e balla con loro
Non si tratta di uno spettacolo da guardare in silenzio. Chi sarà in sala è invitato a lasciarsi trascinare, a cantare, a ballare. Questi ragazzi meritano un pubblico all’altezza della loro generosità e del lavoro che hanno messo sul palco.
L’ingresso è aperto a tutta la cittadinanza.
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