Viterbo – Cordoli in via della Pila e via Sabotino, residenti in rivolta pronti a petizione e ricorsi.
Residenti pronti alla petizione e anche ai ricorsi contro i cordoli gialli installati in via della Pila e via Sabotino per la pista ciclabile. Dopo le prime proteste, la contestazione cresce e coinvolge anche via Cattaneo e le attività della zona.
Viterbo – I cordoli della pista ciclabile in via della Pila – All’imbocco con via Monte Bianco
Il punto resta quello già segnalato: la carreggiata si è ristretta in un tratto a doppio senso. L’innesto con via Monte Bianco è diventato più delicato e, secondo i cittadini, anche la svolta tra via della Pila e via Sabotino presenta nuove difficoltà, soprattutto per auto e motorini.
Il divieto di sosta, per ora provvisorio, continua a preoccupare. Il timore è che i posti auto vengano eliminati in modo definitivo, con conseguenze pesanti per chi vive la strada ogni giorno, per i negozi e per le famiglie che accompagnano i bambini a scuola.
Un residente annuncia di voler andare avanti anche sul piano formale. “Ho intenzionalmente preso una multa in virtù della quale chiedere un riesame in autotutela alla polizia municipale, deputata anch’essa all’esame della pericolosità della situazione viaria e, in mancanza, adirò il giudice di pace”, dice.
Viterbo – Cordoli della pista ciclabile in via Sabotino
Lo stesso residente spiega anche di voler raccogliere firme “con la collaborazione, se concessa, dei commercianti della via”.
Il tema più sentito è quello della scuola Vanni e dei cordoli in via Sabotino. Prima dell’installazione delle barriere, spiegano i cittadini, genitori e nonni riuscivano a fermarsi per pochi minuti in via Sabotino per accompagnare o riprendere i bambini. Una situazione conosciuta anche dalla polizia locale, che in quei momenti era spesso presente per garantire l’uscita in sicurezza.
“È uno scandalo – dice una residente -. All’ora dell’uscita dei bambini, verso l’una, le macchine dei genitori e dei nonni si fermavano in via Sabotino, dove ora ci sono i cordoli. Accompagnavano o riprendevano i bambini e nemmeno i vigili facevano multe, perché capivano che si trattava di pochi minuti”.
Viterbo – Cordoli della pista ciclabile in via Sabotino
La stessa residente racconta anche di avere sostenuto Chiara Frontini alle elezioni e di avere cambiato idea. “Quando ci sono state le ultime votazioni della sindaca Frontini, io ero nel gruppo che votava per lei – dice -. Oggi mai e mai più”.
Ora, spiegano i cittadini, il problema è diventato concreto. “Come fanno queste povere persone? Dove mettono la macchina? Dentro la scuola?”, aggiunge la residente.
Secondo quanto riferito, anche una commerciante di via Cattaneo avrebbe espresso forte preoccupazione per le conseguenze sulla zona. Il timore riguarda soprattutto le famiglie che ogni giorno accompagnano i bambini alla scuola Vanni, ma anche le attività commerciali che rischiano di perdere spazi utili alla sosta breve.
La protesta riguarda anche gli esercenti. “Gli esercenti sono arrabbiati – racconta un altro residente -. Se c’è da mettere delle firme, le metteranno senz’altro”.
La preoccupazione è che la riduzione degli spazi renda più difficile fermarsi anche solo per pochi minuti davanti ai negozi e nei pressi della scuola.
A preoccupare è anche la curva tra via della Pila e via Sabotino, verso via Cattaneo. “Lì si è ristretta parecchio la carreggiata – dice un residente -. Vedrà i motorini quanti incidenti ci saranno. Ma anche per le macchine è più difficile girare”.
Viterbo – I cordoli della pista ciclabile in via della Pila
Le critiche tornano poi sull’amministrazione guidata da Chiara Frontini. I cittadini contestano il metodo seguito dalla giunta e parlano di interventi fatti per prova ed errore sulla pelle dei cittadini. Secondo chi protesta, prima di installare i cordoli non sarebbero state valutate fino in fondo le conseguenze sulla viabilità, sulla sosta e sulla vita quotidiana della strada.
La contestazione si allarga anche al tema generale delle piste ciclabili a Viterbo. Per diversi cittadini, in una città fatta di salite, dislivelli e strade strette, questi percorsi sono inutili perché non vengono usati. E, per come sono stati concepiti, finiscono per togliere spazio alle auto, eliminare parcheggi e creare nuovi problemi.
“Questi cordoli non possono rimanere – dice un residente -. Creano troppo danno. È una cosa vergognosa”.
La richiesta è chiara: rimuovere le barriere e rivedere l’intervento prima che il divieto di sosta provvisorio diventi una perdita definitiva di parcheggi.
– Ciambella (Per il bene comune): “Piste ciclabili, già nella prima fase di realizzazione erano emerse criticità evidenti”
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