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Tuscania - In una riunione il circolo Pd prende posizione - La segretaria Venturi: “Impatto devastante”

“No al megaimpianto eolico a Montebello, patrimonio agricolo e culturale da difendere”

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Daniela Venturi, segretaria del circolo del Pd di Tuscania

Daniela Venturi, segretaria del circolo del Pd di Tuscania

Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – “Ancora un megaprogetto per un impianto ad energia rinnovabile in una realtà già satura. Il rischio di uno sconvolgimento di un altro pezzo dell’economia agricola e del paesaggio riguarda, stavolta, Montebello, zona che conserva, per la nostra comunità, anche un forte valore identitario.

Questo ennesimo attacco al territorio deve essere respinto. L’unico progetto su cui lavorare è quello per lo sviluppo di un’agricoltura di qualità e del turismo esperienziale e per la tutela di un ambiente naturale di rara bellezza”. È la posizione espressa dal circolo del Pd di Tuscania, riunitosi ieri sera presso la sede di piazza Giacomo Matteotti, relativamente al progetto dell’impianto eolico Montebello, per il quale la Aren Renewind srl ha presentato richiesta di autorizzazione all’inizio di quest’anno.

La riunione è stata introdotta dalla segretaria, Daniela Venturi, come si legge in una nota del partito, che ha parlato di “impatto devastante”. È infatti prevista, in un paesaggio agricolo e naturale di pregio, la messa a terra di otto aereogeneratori alti oltre 200 metri. È della stessa società il progetto Tenuta Giovanna per l’installazione di cinque aereogeneratori nel territorio del comune di Montalto che riguarderanno, tuttavia, anche Tuscania per le opere di interconnessione alla RTN (Rete Elettrica Nazionale). La zona di Montebello potrebbe essere altresì interessata da ulteriori impianti fotovoltaici e agrivoltaici.

È chiaro che in Italia è più che mai necessaria una accelerazione negli investimenti in fonti ad energia rinnovabile. Ma ciò non giustifica l’aggressione a un territorio. Tuscania, insieme con Tarquinia e Montalto, è il comune che ha registrato il più alto consumo di suolo per impianti Fer, senza peraltro che i cittadini abbiano visto ridotti i costi dell’energia: solo tra il 2023 e il 2024, a Tuscania sono stati persi 65 ettari di superficie agricola.

Nel Lazio, la provincia di Viterbo detiene il primato per consumo di suolo e fornisce l’80 per cento della produzione energetica. Un trend che non accenna a fermarsi. La Tuscia ospita, infatti, il 52 per cento della potenza eolica già autorizzata e circa il 94 per cento di quella in fase di autorizzazione.

Da anni è in atto una industrializzazione energetica selvaggia, che allunga ombre sul futuro. La maggior parte delle aziende che realizzano impianti sono straniere o con fondi stranieri, utilizzano poca manodopera locale e, quando gli impianti sono a regime, impiegano un numero esiguo di addetti.  Purtroppo, anche l’assenza di una visione organica e di lungo periodo nelle politiche agricole ha contribuito a determinare questa situazione.

È adesso urgente, secondo il circolo del Pd, che si attuino le iniziative necessarie a salvare l’area di Montebello da una devastazione del paesaggio che sarebbe inevitabile con la realizzazione di chilometri di cavidotti, di nuove strade di accesso e di elettrodotti che frammenterebbero le proprietà agricole, dalla compromissione dei terreni agricoli produttivi e dalla perdita di valore degli immobili e dei terreni a vocazione agricola e turistica.

La battaglia contro il megaimpianto eolico, per il PD, deve essere l’occasione per disegnare un nuovo percorso di valorizzazione di Montebello quale patrimonio agricolo e ambientale unico e della storia di una comunità rurale che è viva nella memoria dei tuscaniesi. È importante, per il PD, la mobilitazione nata spontaneamente a difesa di Montebello. La partecipazione dei cittadini fa sempre la differenza.
 
 


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19 maggio, 2026

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