Viterbo – Centocinquantamila euro dalla Fondazione Carivit per l’acquisto di nuove tecnologie scientifiche per Agraria. È il presidente della Fondazione Carivit, Luigi Pasqualetti, a introdurre la conferenza stampa nella sede di via Cavour.
Luigi Pasqualetti e Tiziana Laureti
“Con l’Università della Tuscia – ha esordito Pasqualetti – la fondazione Carivit ha un rapporto storico. Da quando è nata, la Fondazione ha cominciato a investire sull’università e nel 1997 la rettrice stessa ha vinto una nostra borsa di studio. Dopo l’incendio di giugno dello scorso anno ci siamo sentiti investiti di responsabilità nel dare un segnale. È uno degli enti più importanti della nostra provincia. Per questo abbiamo deciso di dare all’ateneo 150mila euro, di cui 75mila a zootecnia e 75mila euro a patologia”.
Un investimento importante quello dell’istituto viterbese. Che non sarà il solo previsto.
“Insieme a Confagricoltura e alla Consulta delle Fondazioni del Lazio – ha proseguito Pasqualetti – abbiamo pensato di destinare 40mila euro per i dottorati di ricerca di zootecnia e patologia vegetale, oltre alle borse di studio già in essere.
C’è un ricercatore che sta portando avanti un dottorato di ricerca su David Sassoli. E un altro dottorato sarà finanziato su Alessio Paternesi. Riguardo al grande artista viterbese, a cui ero molto legato avendolo avuto come professore alle medie, vorrei aggiungere una cosa molto bella. La figlia ha espresso la volontà di togliere le opere del padre Alessio dal museo Doebbing di Sutri e di portarle a Viterbo presso la sede della nostra Fondazione. Ora vedremo se qui a palazzo Brugiotti o nel polo culturale di valle Faul”.
A intervenire poi la rettrice Tiziana Laureti. “Io devo solo ringraziare la fondazione – ha dichiarato la rettrice Laureti – che ha fatto anche da stimolo per la mia carriera. È importante per i ragazzi sapere che c’è una possibilità. Il contributo che ci sta dando la fondazione non rappresenta solo un sussidio economico, ma un segno di responsabilità nei confronti del futuro del nostro territorio.
I laboratori sono officine dei saperi, presidi dell’innovazione. Formiamo ragazzi e ragazze che contribuiscono allo sviluppo del territorio. L’impegno è stato condiviso con i rappresentanti di ateneo. Siamo quasi a un anno dall’incendio. Tanto è stato fatto, ma tanto c’è da fare.
È stata completata la copertura, costata un milione di euro, che ci ha permesso di poter lavorare all’interno. La sensibilità del presidente della Fondazione – ha proseguito Laureti – è eccezionale, e abbiamo intenzione di valorizzare ulteriormente anche i beni culturali. Abbiamo un percorso unico di conservazione e restauro dei beni culturali. Un percorso intensivo e bellissimo. La scuola di restauro va benissimo, in controtendenza anche ai dati nazionali. La fondazione Carivit fa da collante nel nostro territorio”.
Un incendio quello del 4 giugno 2025 che non ha fermato l’ateneo viterbese.
“Saranno realizzati – ha concluso Laureti – nuovi laboratori con il contributo della Regione Lazio. Io sto cercando di verificare la possibilità di effettuare i lavori a stralci, per ottimizzare i tempi. Spero che i laboratori possano essere completati entro un anno. Per l’edificio che ospitava Agraria invece credo ci vorranno 3-4 anni. Ci tengo a ringraziare i miei predecessori per questa sinergia importante tra istituzioni che fa bene al nostro territorio. Perché noi rettori siamo i custodi di quello che è stato fatto prima di noi. Per me è fondamentale ringraziare il rettore Ubertini e tutti quelli che mi hanno preceduto, da Scarascia Mugnozza in poi”.
Irene Temperini
La nota di Fondazione Carivit
La capacità di reagire alle avversità definisce la forza di una comunità. A seguito del grave incendio che nel giugno 2025 ha danneggiato le strutture dell’Università della Tuscia, la Fondazione Carivit interviene con un sostegno concreto per la rinascita del polo di Agraria.
L’Ente ha infatti stanziato un contributo di 150 mila euro destinato all’acquisto di strumentazioni d’avanguardia per i laboratori del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali.
L’operazione, di particolare valenza strategica, è stata resa possibile grazie alla lungimiranza del Consiglio di indirizzo e dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Carivit anche grazie al proficuo lavoro di raccordo svolto dai Consiglieri, il Prof. Bruno Cirica e il Dott. Andrea Vergati, che hanno collaborato attivamente per il buon esito del progetto e per definire le priorità d’intervento a favore dell’Ateneo.
L’intervento non rappresenta solo un sussidio economico, ma un atto di responsabilità verso il futuro del territorio. I laboratori universitari sono officine del sapere e presidi di innovazione dove la ricerca si trasforma in tutela ambientale e crescita professionale per le nuove generazioni. Questo sostegno consolida la storica sinergia tra Fondazione Carivit e l’Università degli Studi della Tuscia, restituendo operatività alla didattica e alla sperimentazione scientifica.
“La Fondazione Carivit – dichiara il presidente Luigi Pasqualetti – ha ritenuto doveroso intervenire con una risorsa significativa, consapevoli che la ferita inferta ai laboratori di Agraria ha colpito l’intero tessuto sociale della nostra provincia e non solo. Ringrazio i componenti del Consiglio di Indirizzo e del Consiglio di Amministrazione per l’impegno profuso in questa iniziativa. Quando si danneggiano i luoghi della conoscenza, si colpisce il futuro di una comunità. Con questo stanziamento vogliamo favorire la ripresa delle attività scientifiche, certi che investire nell’Università significhi investire sull’innovazione, sui giovani e sulla vocazione autentica della Tuscia, cosa che la Fondazione Carivit ha fatto sin dai primi anni ’90 sostenendo con impegno e costanza le attività scientifiche dell’Università degli Studi della Tuscia in moltissimi progetti”.
“Questo contributo della Fondazione Carivit – dichiara la Magnifica Rettrice Tiziana Laureti – rappresenta un atto di fiducia nell’Università della Tuscia e nella sua missione. Ricostruire i laboratori di Agraria significa restituire alla comunità studentesca e alle ricercatrici e ai ricercatori gli strumenti per lavorare in ambienti di eccellenza. È con questo spirito che, insieme alle realtà del territorio, stiamo trasformando una pagina difficile in un’opportunità di rilancio per l’intero sistema universitario viterbese.”
Con questa ulteriore iniziativa, la Fondazione Carivit riafferma il proprio ruolo di attore centrale nello sviluppo del territorio, trasformando il superamento di un’emergenza nell’avvio di una nuova stagione di ricerca e fiducia condivisa.
Fondazione Carivit
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