Civita Castellana – Continuità, stabilità e opere pubbliche. Luca Giampieri si presenta agli elettori rivendicando i risultati ottenuti in cinque anni segnati da pandemia e crisi energetica e rilanciando un progetto di sviluppo “decennale” per Civita Castellana. Dal rilancio degli impianti sportivi agli interventi nel centro storico, fino al sostegno al distretto ceramico, il sindaco uscente punta sull’esperienza amministrativa e sulla capacità di attrarre risorse per completare il lavoro avviato nel 2020.
Luca Giampieri
Sindaco Giampieri, partendo dall’aspetto più strettamente politico di questa consultazione, che ne pensa della candidatura a sindaco anche del suo attuale vice, Claudio Parroccini, sostenuto da Forza Italia, Lega e Udc?
“Non entro nelle scelte politiche degli altri – dice Giampieri – ma posso dire che dal 2020 ad oggi da parte dei rappresentanti di Forza Italia non c’è stato neanche un voto contrario ad un solo provvedimento. La maggioranza sino ad oggi ha continuato, anche dopo la presentazione delle liste, a votare all’unanimità i provvedimenti portati in giunta e consiglio. Tre giorni fa, il 19 maggio, abbiamo approvato il bilancio consuntivo che ha chiuso un mandato sempre fondato su compattezza e comunione di intenti. Ripeto, non credo di dover spiegare io le scelte politiche di altri, ma non posso non pensare che tale rottura sia figlia non tanto di una divergenza di vedute sul governo di Civita Castellana, quanto di una volontà che oserei definire un suicido politico che rischia di poter favorire irreparabilmente la coalizione di centrosinistra nel futuro governo della città. Mi sento comunque di ribadire che Fratelli d’Italia e il sottoscritto stanno dove sono sempre stati: dalla stessa parte, con gli stessi valori e con la stessa visione. E che si pongono proprio per questo come unico riferimento affidabile del centrodestra, insieme alla lista e ai movimenti a sostegno”.
Quali sono le priorità inserite nel vostro programma elettorale?
“Sicuramente la priorità è il completamento della riqualificazione, con conseguente riapertura, della piscina comunale, grazie al milione già ottenuto dalla mia amministrazione. Sempre in tema di impianti sportivi, è prevista la realizzazione di una nuova struttura sportiva in località San Giovanni accanto al centro socio educativo in grado di ospitare la pratica di sport indoor di squadra e individuali. Rilanciamo sul Casciani Baccanari, con la realizzazione di spogliatoi e tribuna e del manto sintetico al campo sportivo Ciucci di Sassacci. Sempre in tema di opere strutturali, nel nostro programma per il centro storico sono previsti l’acquisizione e riqualificazione dell’ex ospedale Andosilla di via Ferretti, di proprietà della Regione Lazio, che nelle nostre intenzioni dovrà ospitare al piano terra l’ampliamento della farmacia comunale, nuovi spazi per l’Avis e ai piani superiori aree dedicate al sociale; il raddoppio del parcheggio della variante Mignolò; la realizzazione dell’ascensore di collegamento tra i parcheggi terrazzati del belvedere con via del Tiratore; l’apertura della Casa delle associazioni e del volontariato in corso Buozzi. E poi infrastrutture e maggiori servizi nelle frazioni, come il definitivo completamento della scuola di Sassacci, con un’ala adibita a centro polivalente, e la riqualificazione dei centri polivalenti già esistenti a Borghetto e Cenciani. Sempre con una grande attenzione alla tutela ambientale del territorio, specie per ciò che concerne impianti nelle cave dismesse e intubamento dei canali nei tratti urbani. Sul fronte culturale e turistico, certamente riproponiamo il rifinanziamento della rassegna Halaesus e l’istituzione di un parco archeologico del Vignale. In ultimo, ma non certo per importanza, dal confronto con gli imprenditori del distretto è emersa la necessità di attivare, in collaborazione con la Regione, quanto prima percorsi IFTS dedicati, che garantiscano una formazione professionale al servizio diretto del comparto ceramico. Si può fare, in tempi brevi, per dare una qualificazione maggiore alla professione di ceramista specializzato. Un progetto che va di pari passo con il traguardo, oggi più vicino grazie all’impegno dell’onorevole Mauro Rotelli, per il riconoscimento del lavoro usurante per i ceramisti. Un passaggio cruciale per aumentare i livelli occupazionali, migliorare la produttività degli addetti e garantire il turnover generazionale”.
Lei in queste settimane ha parlato spesso di stabilità e continuità amministrativa: come distingue la continuità dalla semplice permanenza al potere?
“Partiamo da un presupposto: già nel 2020 il programma per cui abbiamo ottenuto la fiducia dei cittadini prevedeva uno sviluppo decennale, perché molto articolato. Quindi è chiaro che oggi ragioniamo in ottica di continuità. Per dare seguito a quanto di buono fatto durante il mio mandato. Poi comunque vorrei fare un ragionamento: “potere” non va letto in accezione negativa. Io in questo caso lo voglio identificare con coraggio, responsabilità, impegno, servizio. Perché poi il nodo è tutto qui: amministrare oggi è assumersi responsabilità. È essere coraggiosi. E’ prendersi il peso delle scelte per rendere un servizio alla propria comunità. Chi come me è cresciuto con una certa cultura politica, sa che l’obiettivo di chi governa non è sostituire un sistema di potere con un altro contrapposto, o ancora meno di scendere a compromessi pur di conquistare e mantenere rendite di posizione. L’obiettivo è, per citare la premier Giorgia Meloni, “liberare le migliori energie del Paese per garantire a tutti un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere e sicurezza”. In maniera onesta, credibile, trasparente. Credo che il punto sia avere il coraggio di essere maggioranza e assumersi la responsabilità di governare. Di fare scelte. Di rispettare gli impegni presi coi cittadini”.
Sostiene, dunque, che il lavoro avviato debba essere completato da chi lo ha iniziato. Ma un progetto solido non dovrebbe reggersi anche senza la stessa guida politica?
“Certo. Ma la differenza sta nella competenza e nell’affidabilità della guida politica. Nel saperli creare, i processi, ma anche governare. Con onestà, perché è inutile promettere alla gente cose che sai, o forse in qualche grave caso non sai, non potranno mai essere davvero realizzate. Faccio un esempio: la scuola Rodari. L’abbiamo riaperta a settembre scorso, dopo i lavori di riqualificazione per adeguamento sismico, con l’intenzione di proseguire il restyling del piano superiore per creare nuove aule e spazi per la didattica. La scelta politica di adeguare un’ala piuttosto che l’altra la fece più di dieci anni fa l’amministrazione Angelelli, peccato poi che però tutte le opere pubbliche finirono in avanzo vincolato per anni. Noi lo abbiamo realizzato con impegno e serietà dando la priorità al completamento di quest’opera rispetto ad altre strutture sportive e non che troveranno compimento nel prossimo futuro. L’adeguamento dell’altra ala invece, che anni fa il PD non ha voluto portare avanti, oggi avrebbe costi che nessuna amministrazione comunale potrebbe affrontare nell’immediato. Raccontare, come fa il PD, agli elettori che invece si possa riaprire il blocco A significa illuderli. In passato Civita Castellana ha avuto governi di centrosinistra che hanno lasciato macerie. Comunque vada, noi lasciamo in eredità alla città risultati e anche fondi da spendere nei prossimi anni. Credo che la differenza tra una e un’altra guida politica stia tutta qui”.
Perché i cittadini di Civita Castellana dovrebbero scegliere ancora Luca Giampieri e la sua squadra?
“Perché crediamo che Civita Castellana abbia bisogno di continuità amministrativa, stabilità e competenza per completare quel progetto di sviluppo decennale avviato più di cinque anni fa. Perché oggi possiamo mettere a disposizione della città maggiore esperienza amministrativa e competenze consolidate, oltre all’allineamento di tutti i livelli istituzionali, senza promettere ciò che sappiamo di non poter realizzare e senza inseguire facili slogan populisti. Perché abbiamo dimostrato affidabilità, trasparenza e soprattutto coerenza. Siamo riusciti a portare avanti un lavoro importante per la città, soprattutto in termini di investimenti massicci in opere strutturali che da tempo attendevano di vedere la luce. Penso, tanto per citare alcuni esempi, all’adeguamento della palestra comunale, alla riqualificazione del Consorzio Prataroni, alla realizzazione del sintetico al campo Casciani Baccanari, alla copertura della tribuna del campo da rugby. E, ovviamente, alla riapertura della scuola Gianni Rodari di cui ho già parlato. Abbiamo restituito vita agli uffici comunali, con un piano assunzionale senza precedenti che ha migliorato l’offerta dei servizi ai cittadini. Ci presentiamo al loro giudizio con fatti concreti, chiedendo loro la fiducia per continuare questo percorso”.
La stabilità è un valore, soprattutto per cittadini e imprese. Come evita però che diventi un argomento per chiedere fiducia a prescindere dai risultati?
“Non credo sia una fiducia a prescindere dei risultati. Che, come detto, sono arrivati. Nessuna amministrazione prima della mia, è un fatto, ha messo a terra 12 milioni in opere pubbliche, recuperandone la metà da enti sovracomunali. Essere in grado di creare rete, di usufruire della filiera politico-amministrativa e di portare risorse sul territorio sono competenze specifiche. Con quelle ci si presenta al giudizio delle persone, richiedendo fiducia per dare un futuro alla storia”.
Giusi De Novara
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